Inv. OA-3522
Madonna dagli Occhi Grossi – Maestro di Tressa
| Soggetto: | Madonna con Gesù Bambino in trono e angeli |
|---|---|
| Autore: | Maestro di Tressa |
| Oggetto: | dipinto |
| Materia e tecnica: | tempera su tavola |
| Data: | sec. XIII (1230) |
| Misure: | 67 × 97 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Museo dell'Opera, Sala Madonna Occhi Grossi |
| Provenienza: | Cattedrale di S. Maria Assunta, altare maggiore |
Descrizione
Dipinto a tempera e oro su tavola, di formato rettangolare, raffigurante la Madonna col Bambino in trono, affiancata da due angeli. La composizione presenta un fondo dorato delimitato lateralmente da sottili cornici ornamentali rosse con motivi geometrici. La superficie è arricchita da decorazioni a rilievo, particolarmente evidenti nelle aureole della Vergine e del Bambino e nella fascia perimetrale, caratterizzata da una lavorazione a motivi geometrici e fitomorfi. Le aureole e alcuni elementi decorativi sono impreziositi da inserti ovali e circolari di colore rosso-bruno, disposti secondo una scansione regolare. La superficie pittorica presenta una diffusa craquelure e alcune lacune, particolarmente visibili nelle zone del fondo oro e nelle figure angeliche.
Notizie storico-critiche
La Madonna dagli Occhi Grossi, attribuita al Maestro di Tressa e databile alla prima metà del XIII secolo, costituisce una delle più antiche e significative testimonianze della pittura senese su tavola. L'opera, proveniente dalla cattedrale di Santa Maria Assunta, presenta caratteri stilistici ancora strettamente legati alla tradizione figurativa bizantina e romanica, evidenti nella frontalità delle figure, nella solennità dell'impostazione compositiva e nella definizione lineare dei panneggi. La Vergine, raffigurata in trono con il Bambino, secondo uno schema iconografico di antica tradizione, assume un carattere monumentale, accentuato dalle proporzioni e dall'ampiezza del manto scuro. Il fondo oro, le decorazioni a rilievo e gli originari inserti ornamentali conferivano all'immagine una particolare preziosità, richiamando le icone e le immagini devozionali impreziosite da rivestimenti metallici.
La tavola costituiva verosimilmente la parte centrale di un complesso pittorico più ampio, probabilmente un dossale comprendente episodi della vita della Vergine, oggi perduti.
Particolarmente rilevante è il legame dell'opera con la storia religiosa e civile di Siena. Secondo una consolidata tradizione, davanti a questa immagine mariana, alla vigilia della battaglia di Montaperti del 4 settembre 1260, i Senesi, guidati dal podestà Bonaguida Lucari, avrebbero affidato la città alla protezione della Vergine. L'identificazione della tavola con l'immagine venerata in quell'occasione, pur sostenuta da importanti studi, è stata oggetto di discussione storiografica.
La denominazione tradizionale Madonna dagli Occhi Grossi è legata alla particolare conformazione degli occhi della Vergine, anche se è stata messa in relazione con gli elementi ornamentali, un tempo arricchiti da inserti colorati, disposti intorno alle figure. L'opera, oggi conservata nel Museo dell'Opera del Duomo, riveste un'importanza fondamentale per la conoscenza delle origini della pittura senese, precedendo la grande stagione artistica che avrebbe trovato in Duccio di Buoninsegna uno dei suoi massimi protagonisti.
