Pulpito

Soggetto:Pulpito - Storie della vita di Cristo e del Giudizio Universale; figure bibliche e allegoriche; Arti liberali; Filosofia; Virtù; Profeti; Evangelisti; leoni stilofori
Autore:Nicola Pisano, Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio
Oggetto:pulpito
Materia e tecnica:marmo bianco scolpito
Data:XIII (1265-1268)
Collocazione:Cattedrale di S. Maria Assunta
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia

Descrizione


Dal punto di vista compositivo, la struttura venne ripresa dal precedente pulpito del Battistero di Pisa, terminato dallo stesso Nicola Pisano nel 1260. La base è ottagonale e le scene dei pannelli principali sono, a partire dal ponte di accesso al pulpito: Visitazione e Natività, Adorazione dei Magi, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto, Strage degli Innocenti, Crocifissione, Giudizio Universale (Eletti), Giudizio Universale (Dannati). Sugli spigoli ci sono figure che sporgono maggiormente rispetto alle figure dei pannelli, sorta di connettori narrativi tra le varie scene (Madonna Annunciata, San Paolo tra i discepoli Tito e Timoteo, Madonna col Bambino, Angeli, Cristo Mistico, Simboli dei Quattro Evangelisti, Cristo Giudice, Angelo). Il pulpito poggia su nove colonne dotate di capitelli in stile corinzio. La colonna centrale poggia su una base ottagonale adornata con le figure della arti liberali e della filosofia; quattro delle otto colonne laterali poggiano su leoni stilofori e le altre quattro direttamente sul terreno. Gli otto pilastri laterali sorreggono archi a tutto sesto trilobati sui cui sguanci sono presenti coppie di Profeti o Evangelisti. Tra gli archi, sopra i capitelli sono invece presenti figure spesso sedute raffiguranti Virtù (Teologali, Cardinali e di altra natura). Rispetto al precedente pulpito del Battistero di Pisa, il pulpito di Siena presenta importanti differenze architettoniche, strutturali e stilistiche, pur essendone una chiara derivazione. La base è ottagonale, anziché esagonale, e la storia sacra tradotta in immagini si arricchisce dei pannelli della Strage degli Innocenti e del Giudizio Universale. Lo scultore abolisce la struttura a pannelli isolati, a favore di uno schema più continuo e animato. Una delle differenze stilistiche più importanti riguarda l'impaginazione dei rilievi dei pannelli principali, con scene molto affollate nelle quali i personaggi sono disposti su ben quattro o cinque piani sovrapposti, secondo un ritmo molto concitato, sottolineato anche da gesti animati ed espressioni corrucciate. Le figure hanno perso la solennità classicheggiante di quelle di Pisa, hanno gesti e movimenti più realistici e intrattengono rapporti più diretti ed umanizzati con le figure circostanti. A titolo di esempio possiamo citare il Cristo Crocifisso, più sofferente sotto il peso del proprio corpo, e della Madonna della Natività, con le braccia disposte in modo più naturale e il volto meno fiero, intento a rivolgere l'attenzione verso il bagnetto del piccolo sottostante. La ricerca di maggiore affollamento e drammaticità da parte di Nicola Pisano ha consentito l'aggiunta di piccole scene aggiuntive nei vari pannelli, come la Visitazione nella scena della Natività e della Fuga in Egitto nella scena della Presentazione al Tempio. Una parte della critica considera "classicheggiante" il pulpito pisano e "goticheggiante" quello di Siena, anche se è forse più corretto parlare di una diversa ispirazione classica: per Nicola, gotico e classico non sono due componenti culturali in antitesi; probabilmente i nuovi schemi compositivi sono frutto dello studio sulle rappresentazioni di battaglia nel fronte dei sarcofagi del III secolo.

Notizie storico-critiche


Il pulpito del Duomo fu realizzato da Nicola Pisano e dalla sua bottega tra il 1265 e il 1268. È stato per lungo tempo attribuito al figlio Giovanni; ma recenti scoperte documentarie ne hanno ormai comprovato la realizzazione ad opera di Nicola Pisano, con la collaborazione del figlio, del giovane Arnolfo di Cambio, di Goro e dei fratelli Lapo e Donato di Ricevuto. Il pulpito non è datato, né firmato dall'autore. Ciononostante esiste una ricca documentazione che permette non solo di attribuire l'opera al maestro toscano e ai suoi giovani allievi, ma anche di risalire con esattezza all'inizio e fine dell'opera. Il contratto di allogagione, in cui l'Opera del Duomo di Siena e lo scultore stabiliscono i contenuti, materiali e modalità di lavoro e pagamento dell'opera, risale al 29 settembre 1265. Esistono poi una serie di pagamenti che si susseguono tra il 1267 e il 1268, l'ultimo dei quali porta la data del 6 novembre 1268. Il pulpito era originariamente sotto l'esagono della cupola e rimaneva sulla destra guardando il coro dalla navata centrale. Nel 1532 fu spostato nella posizione attuale e nel 1543 fu dotato di una scala e di un ponte rinascimentali, scolpiti da Bernardino di Giacomo tra il 1536 e il 1539, su probabile disegno di Baldassarre Peruzzi (prima di allora la struttura aveva una scala e un ponte di Nicola Pisano, oggi perduti). In quell'occasione il pulpito fu collocato su un piedistallo marmoreo, presente ancora oggi, che ne accresce l'altezza complessiva.

Fotografie dell'opera (557)

PulpitoPulpitoPulpitoPulpitoPulpitoPulpitoPulpitoPulpitoPulpitoPulpitoPulpito - Adorazione dei MagiPulpito - Adorazione dei Magi
Torna in alto