Inv. OA-9186
Libreria Piccolomini - Pio II, papa (Enea Silvio Piccolomini), tiene un'orazione alla Dieta di Mantova
| Soggetto: | Pio II, papa (Enea Silvio Piccolomini), tiene un'orazione alla Dieta di Mantova |
|---|---|
| Autore: | Bernardino di Betto detto Pinturicchio |
| Oggetto: | dipinto |
| Materia e tecnica: | pittura a fresco |
| Data: | XVI (1503-1508) |
| Misure: | 380 × 738 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Cattedrale di S. Maria Assunta, Libreria Piccolomini |
| Provenienza: | Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia |
| Committenza: | Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini (1501 e il 1504) |
Descrizione
Tra le priorità del pontificato di Pio II ci fu quella di arginare l'avanzata degli Ottomani e di riprendere Costantinopoli dopo la conquista del 1453. In questa logica il Piccolomini indisse una dieta di principi a Mantova (detta anche Concilio di Mantova) nel 1459, alla corte di Ludovico Gonzaga. Il portico che lascia vedere il paesaggio appartiene alla tradizione umbra inaugurata dal Perugino e il trono, questa volta a destra, è presente anche in altre scene del ciclo; più originale è lo scorcio della tendina che separa il gruppo dei cardinali al centro da un nutrito gruppo di astanti. In primo piano, attorno a un tavolo coperto da un tappeto con libri e altri strumenti del sapere, si collocano una serie di dignitari, tra cui si riconosce, nell'anziano in piedi davanti al papa, Gennadio il patriarca di Costantinopoli. Compositivamente disorganico, con le figure piuttosto sgraziate e senza rapporto con l'architettura, l'affresco trova i suoi momenti migliori nella rappresentazione del paesaggio sul fondo e nel volto di profilo del papa.
Notizie storico-critiche
Vescovo di Siena e futuro papa Pio III, il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini nel 1492 commissionò la costruzione di un'aula destinata ad accogliere le preziosissime raccolte librarie dello zio, l'oramai defunto pontefice umanista Enea Silvio Piccolomini, da ricavarsi negli ambienti della canonica adiacenti al fianco sinistro del Duomo. La decorazione pittorica della Libreria venne affidata al Pinturicchio, pittore umbro che all'epoca era all'apice della fama, dopo i suoi successi nella Curia romana. Stipulato il 29 giugno 1502, il contratto fu pubblicato da Gaetano Milanesi come allegato al suo commento alla Vita di Bernardino Pinturicchio di Vasari. Entro il 1503 doveva essere stata completata la prima fase, con la volta e la griglia architettonica alle pareti. Esemplate sulla biografia di Giovanni Antonio Campano e sui Commentarii del pontefice, le storie di Pio II vennero riprese solo intorno al 1505, probabilmente con un nuovo contratto sottoscritto dagli eredi, del quale però non esiste traccia. Alla morte del committente, spettò agli eredi, i fratelli aAndrea e Giacomo, l'incarico di portare acompimento le pitture, così come stabilito nel testamento. Nel 1508 l'impresa dovette essere terminata, se in quella data Pinturicchio iniziò ad accettare altre commissioni dall'Umbria, pur restando nella città toscana. Tra i numerosi garzoni impiegati nell'impresa dovettero esserci anche il bolognese Amico Aspertini e il giovane Raffaello, che testimoniano la rilevanza dell'impresa, vero e proprio crocevia artistico dell'Italia centrale di quegli anni.
Iscrizione
PIUS II. PONT. MAX. A LUDOVICO MANTUANOR. PRINCIPE CLASSE IN NAUMACHIAE SPECIEM EXCEPTUS. VI. CALEN. IUNIAS. MANTUAM AD INDICTUM DE EXPEDITIONE IN TURCOS CONVENTUM INGREDITUR


