Libreria Piccolomini - Enea Silvio Piccolomini, nominato papa, fa il suo ingresso nella basilica di San Pietro

Soggetto:Enea Silvio Piccolomini, nominato papa, fa il suo ingresso nella basilica di San Pietro
Autore:Bernardino di Betto detto Pinturicchio
Oggetto:dipinto
Data:XVI (1503-1508)
Misure:380 × 738 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Cattedrale di S. Maria Assunta, Libreria Piccolomini
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia
Committenza:Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini (1501 e il 1504)

Descrizione


Il 3 settembre 1458 segna l'arrivo del nuovo pontefice Pio II in San Giovanni in Laterano. L'episodio è composto in maniera dinamica con la sedia gestatoria che avanza da sinistra, col papa seduto di profilo e ieraticamente benedicente. Vi è rappresentato il momento culmine della cerimonia, quando la fiamma di una stoppa è accesa davanti al nuovo papa per ricordare la caducità della vita terrena.
Una fila di ecclesiatici al centro della navata conduce lo sguardo in profondità, verso la rappresentazione che testimonia, pur con i necessari adattamenti e infedeltà, l'aspetto della basilica prima dei rifacimenti successivi. L'affresco, quasi interamente autografo, per la sua unità compositiva e per il quieto filtrare della luce dagli intercolumni, rappresenta il momento più avanzato nello svolgimento stilistico del Pinturicchio.

Notizie storico-critiche


Vescovo di Siena e futuro papa Pio III, il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini nel 1492 commissionò la costruzione di un'aula destinata ad accogliere le preziosissime raccolte librarie dello zio, l'oramai defunto pontefice umanista Enea Silvio Piccolomini, da ricavarsi negli ambienti della canonica adiacenti al fianco sinistro del Duomo. La decorazione pittorica della Libreria venne affidata al Pinturicchio, pittore umbro che all'epoca era all'apice della fama, dopo i suoi successi nella Curia romana. Stipulato il 29 giugno 1502, il contratto fu pubblicato da Gaetano Milanesi come allegato al suo commento alla Vita di Bernardino Pinturicchio di Vasari. Entro il 1503 doveva essere stata completata la prima fase, con la volta e la griglia architettonica alle pareti. Esemplate sulla biografia di Giovanni Antonio Campano e sui Commentarii del pontefice, le storie di Pio II vennero riprese solo intorno al 1505, probabilmente con un nuovo contratto sottoscritto dagli eredi, del quale però non esiste traccia. Alla morte del committente, spettò agli eredi, i fratelli a Andrea e Giacomo, l'incarico di portare a compimento le pitture, così come stabilito nel testamento. Nel 1508 l'impresa dovette essere terminata, se in quella data Pinturicchio iniziò ad accettare altre commissioni dall'Umbria, pur restando nella città toscana. Tra i numerosi garzoni impiegati nell'impresa dovettero esserci anche il bolognese Amico Aspertini e il giovane Raffaello, che testimoniano la rilevanza dell'impresa, vero e proprio crocevia artistico dell'Italia centrale di quegli anni.

Iscrizione


CALISTO MORTUO AENEAS CARDINALIS SENEN. ACCLAMATIONE PATRUM APERTISQ: SUFFRAGIIS PONT. DELIGITUR ET PIUS II. NOMINATUR

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