Libreria Piccolomini - Enea Silvio Piccolomini vescovo di Siena presenta all'imperatore la futura sposa

Soggetto:Enea Silvio Piccolomini presenta Eleonora d'Aragona all'imperatore Federico III
Autore:Bernardino di Betto detto Pinturicchio
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:intonaco/ pittura a fresco con rifiniture a secco, applicazioni in pastiglia dorata e inserti in foglia d'oro
Data:XVI (1503-1508)
Misure:380 × 738 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Cattedrale di S. Maria Assunta, Libreria Piccolomini
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia
Committenza:Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini (1501 e il 1504)

Descrizione


Enea Silvio Piccolomini era già vescovo di Siena quando presentò a Federico III la sua futura sposa Eleonora d'Aragona, Infanta di Portogallo. Il vescovo pronubo si preoccupò delle trattative del matrimonio e accolse i due nella sua città il 24 febbraio 1452. Lo sfondo ritrae con dovizia di particolari il reale luogo dell'avvenimento, ovvero fuori porta Camollia. Si vede al centro la colonna con gli stemmi dei due sposi che fu fatta erigere in quell'occasione dalla Repubblica di Siena, tutt'ora esistente. Vi si riconoscono l'Antiporto di Camollia, la colonna del Portogallo, la scomparsa chiesa di San Basilio, il Duomo e il "Facciatone". Artefice della composizione fu Raffaello, come si trova nel cartonetto Baldeschi del 1502-1503 circa (New York, Pierpont Morgan Library), poi reinterpretata nel più celebre Sposalizio della Vergine del 1504. Tra i numerosi astanti si riconoscono i ritratti di alcuni personaggi della Siena contemporanea, come Alberto Aringhieri, Operaio del Duomo e cavaliere di Rodi, Andrea di Nanni Piccolomini, fratello di Pio III e sua moglie Agnese di Gabriel Francesco Farnese. Compaiono Alberto duca d'Austria, fratello di Eleonora d'Aragona e Enrico Leubing, dignitario imperiale.

Notizie storico-critiche


Vescovo di Siena e futuro papa Pio III, il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini nel 1492 commissionò la costruzione di un'aula destinata ad accogliere le preziosissime raccolte librarie dello zio, l'oramai defunto pontefice umanista Enea Silvio Piccolomini, da ricavarsi negli ambienti della canonica adiacenti al fianco sinistro del Duomo. La decorazione pittorica della Libreria venne affidata al Pinturicchio, pittore umbro che all'epoca era all'apice della fama, dopo i suoi successi nella Curia romana. Stipulato il 29 giugno 1502, il contratto fu pubblicato da Gaetano Milanesi come allegato al suo commento alla Vita di Bernardino Pinturicchio di Vasari. Entro il 1503 doveva essere stata completata la prima fase, con la volta e la griglia architettonica alle pareti. Esemplate sulla biografia di Giovanni Antonio Campano e sui Commentarii del pontefice, le storie di Pio II vennero riprese solo intorno al 1505, probabilmente con un nuovo contratto sottoscritto dagli eredi, del quale però non esiste traccia. Alla morte del committente, spettò agli eredi, i fratelli aAndrea e Giacomo, l'incarico di portare acompimento le pitture, così come stabilito nel testamento. Nel 1508 l'impresa dovette essere terminata, se in quella data Pinturicchio iniziò ad accettare altre commissioni dall'Umbria, pur restando nella città toscana. Tra i numerosi garzoni impiegati nell'impresa dovettero esserci anche il bolognese Amico Aspertini e il giovane Raffaello, che testimoniano la rilevanza dell'impresa, vero e proprio crocevia artistico dell'Italia centrale di quegli anni.

Iscrizione


AENEAS FEDERICO III. IMP. LEONORAM SPONSAM EXHIBET ET PUELLAE LAUDIS AC REGUM LUSITANORUM COMPLECTITUR

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