Libreria Piccolomini – Enea Silvio Piccolomini ambasciatore alla corte di Giacomo I re di Scozia

Soggetto:Enea Silvio Piccolomini ambasciatore alla corte di Scozia - Enea Silvio tiene un'orazione alla corte di Giacomo I re di Scozia
Autore:Bernardino di Betto detto Pinturicchio
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:intonaco/ pittura a fresco con rifiniture a secco, applicazioni in pastiglia dorata e inserti in foglia d'oro
Data:XVI (1503-1508)
Misure:380 × 738 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Cattedrale di S. Maria Assunta, Libreria Piccolomini
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia
Committenza:Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini (1501 e il 1504)

Descrizione


Enea Silvio al seguito del cardinale Niccolò Albergati, si reca da Giacomo I di Scozia, con l'incarico da parte del Concilio di Basilea di stipulare un'alleanza col sovrano. Imperniata sul trono del monarca, la scena è ambientata all'interno di una grandiosa architettura resa con uno scorcio a grandangolo, che permette di vedere bene sia il pavimento, con motivi geometrici e un pregiato tappeto orientale, sia il soffitto, con lacunari e rosette dorate. Dietro i personaggi principali si apre una grandiosa loggia decorata all'antica (con capitelli corinzi sulle colonne, medaglioni e girali nei pennacchi), che lascia aprezzare uno straordinario paesaggio. Il fondale è animato da alcuni elementi bizzarri, come lo sperone roccioso sulla sinistra e la città turrita lungo il fiume solcato da barche, in cui si coglie un sentore nordico. Tradizionalmente umbri sono invece il lento digradare delle colline, che sfumano in toni azzurrini in lontananza per effetto della foschia e i numerosi alberelli fronzuti, ravvivati da lumeggiature dorate nel fogliame.

Notizie storico-critiche


Vescovo di Siena e futuro papa Pio III, il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini nel 1492 commissionò la costruzione di un'aula destinata ad accogliere le preziosissime raccolte librarie dello zio, l'oramai defunto pontefice umanista Enea Silvio Piccolomini, da ricavarsi negli ambienti della canonica adiacenti al fianco sinistro del Duomo. La decorazione pittorica della Libreria venne affidata al Pinturicchio, pittore umbro che all'epoca era all'apice della fama, dopo i suoi successi nella Curia romana. Stipulato il 29 giugno 1502, il contratto fu pubblicato da Gaetano Milanesi come allegato al suo commento alla Vita di Bernardino Pinturicchio di Vasari. Entro il 1503 doveva essere stata completata la prima fase, con la volta e la griglia architettonica alle pareti. Esemplate sulla biografia di Giovanni Antonio Campano e sui Commentarii del pontefice, le storie di Pio II vennero riprese solo intorno al 1505, probabilmente con un nuovo contratto sottoscritto dagli eredi, del quale però non esiste traccia. Alla morte del committente, spettò agli eredi, i fratelli a Andrea e Giacomo, l'incarico di portare a compimento le pitture, così come stabilito nel testamento. Nel 1508 l'impresa dovette essere terminata, se in quella data Pinturicchio iniziò ad accettare altre commissioni dall'Umbria, pur restando nella città toscana. Tra i numerosi garzoni impiegati nell'impresa dovettero esserci anche il bolognese Amico Aspertini e il giovane Raffaello, che testimoniano la rilevanza dell'impresa, vero e proprio crocevia artistico dell'Italia centrale di quegli anni.

Iscrizione


AENEAS SILVIUS A BASILIENSI CONCILIO IN ULTERIOREM BRITANNIAM ORATOR AC SCOTIAM AD REGEM CALEXIUM MISSUS A TEMPESTATE IN NOVERGIAM PULSUS ET PER BRITANNIAM REGIOS SPECULATORES ELUDENS BASILEAM REVERTITUR

Fotografia dell'opera

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