Inv. OA-9179
Libreria Piccolomini – Enea Silvio Piccolomini parte per il Concilio di Basilea
| Soggetto: | Enea Silvio Piccolomini parte per il Concilio di Basilea |
|---|---|
| Autore: | Bernardino di Betto detto Pinturicchio |
| Oggetto: | Dipinto |
| Materia e tecnica: | intonaco, pittura a fresco con rifiniture a secco, applicazioni in pastiglia dorata e inserti in foglia d'oro |
| Data: | XVI (1503-1508) |
| Misure: | 380 × 738 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Cattedrale di S. Maria Assunta, Libreria Piccolomini |
| Committenza: | Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini (1501 e il 1504) |
Descrizione
Dipinto murale racchiuso entro una finta arcata architettonica dipinta a grottesche e motivi vegetali, sormontata dallo stemma della famiglia Piccolomini. L'opera si sviluppa verticalmente con una composizione su più piani prospettici: in primo piano la sfilata dei personaggi a cavallo, sullo sfondo il paesaggio costiero e marino. L'elegante cavaliere al centro della composizione che si volta verso lo spettatore è il giovane Enea Silvio. Le traversie della partenza per il concilio di Basilea sono ricordate nei Commentari, in cui il pontefice descrive la tempesta che colse l'imbarcazione su cui viaggiava tra l'isola d'Elba e la Corsica, dirottandola a sud. Tali avvenimenti sono preannunciati nella nube oscura a sinistra, ma l'arcobaleno ricorda anche il riuscito approdo, tra Porto Venere e Genova, nonché il sereno ritorno. Il corteggio del Cardinal Capranica che incede verso destra mostra una grande varietà di figure, caratterizzate sia negli abiti che negli atteggiamenti; la scelta dei personaggi, che dovette ispirarsi alla tradizione iconografica delle cavalcate dei Magi, mostra sia cavalieri che astanti e numerosi segni del rango di ciascuno.
Notizie storico-critiche
Vescovo di Siena e futuro papa Pio III, il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini nel 1492 commissionò la costruzione di un'aula destinata ad accogliere le preziosissime raccolte librarie dello zio, l'oramai defunto pontefice umanista Enea Silvio Piccolomini, da ricavarsi negli ambienti della canonica adiacenti al fianco sinistro del Duomo. La decorazione pittorica della Libreria venne affidata al Pinturicchio, pittore umbro che all'epoca era all'apice della fama, dopo i suoi successi nella Curia romana. Stipulato il 29 giugno 1502, il contratto fu pubblicato da Gaetano Milanesi come allegato al suo commento alla Vita di Bernardino Pinturicchio di Vasari. Entro il 1503 doveva essere stata completata la prima fase, con la volta e la griglia architettonica alle pareti. Esemplate sulla biografia di Giovanni Antonio Campano e sui Commentarii del pontefice, le storie di Pio II vennero riprese solo intorno al 1505, probabilmente con un nuovo contratto sottoscritto dagli eredi, del quale però non esiste traccia. Alla morte del committente, spettò agli eredi, i fratelli a Andrea e Giacomo, l'incarico di portare a compimento le pitture, così come stabilito nel testamento. Nel 1508 l'impresa dovette essere terminata, se in quella data Pinturicchio iniziò ad accettare altre commissioni dall'Umbria, pur restando nella città toscana. Tra i numerosi garzoni impiegati nell'impresa dovettero esserci anche il bolognese Amico Aspertini e il giovane Raffaello, che testimoniano la rilevanza dell'impresa, vero e proprio crocevia artistico dell'Italia centrale di quegli anni.
Iscrizione
AENEAS SILVIUS PICOLOMINEUS NATUS EST PATRE SILVIO MATRE VICTORIA XVIII. OCTOB. ANN. MCCCC.V. CORSIANI IN FUNDIS GENTILIS BASILEAM AD CONCILIUM CONTENDENS VI TEMPESTATIS IN LYBIAM PROPELLITUR

