Inv. OA-6112
Madonna del Voto
| Soggetto: | Madonna col bambino |
|---|---|
| Autore: | Dietisalvi di Speme |
| Oggetto: | dipinto |
| Materia e tecnica: | tempera su tavola |
| Data: | XIII (1262-1267) |
| Misure: | 82 × 112 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Cattedrale di S. Maria Assunta, Cappella del Voto |
| Provenienza: | Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia |
| Committenza: | Comune di Siena (1262) |
Descrizione
Le vicissitudini della Madonna del Voto hanno alterato irrimediabilmente la sua forma originaria, ma la critica sembra concorde nel ritenere che essa dovesse avere l'aspetto di un dossale basso monocuspidato a mezze figure con al centro l'icona della Vergine odighitria e ai lati quattro o sei santi nel cui giorno di festa Siena aveva vinto una battaglia, tra cui San Bonifazio, titolare dell'altare, posto posto presumibilmente a destra della figura centrale. La Vergine riflette la tipologia iconografica bizantina della Theotókos Odigitria o Madonna del Buon Cammino, con in braccio il Bambino Gesù, seduto in atto benedicente, che tiene in mano una pergamena arrotolata. La cromia risulta carica e i volumi appaiono compatti. Evidenti sono i richiami all'arte di Coppo di Marcovaldo e Gilio di Pietro, ma anche gli influssi della pittura pisano-giuntesca, nella resa degli incaranati, realizzati con esili e fitte pennellate che creano un atrama attondante.
Notizie storico-critiche
La Madonna col Bambino della Cappella del Voto fu commissionata dal Comune di Siena nel 1262 a due annni di distanza della vittoria della città contro Firenze nella battaglia di Montaperti del 4 Settembre 1260, al fine di commemorare l'importante evento storico. Nel Costituto del 1262 Il Comune promuove la fondazione di una cappella dedicata alla Vergine e in onore di tutti quei santi nel cui giorno di festa Siena aveva vinto una battaglia e tra questi San Bonifazio, celebrato il 4 Settembre. Il nuovo altare di San Bonifazio viene collocato al posto della cappella vescovile intitolata a San Jacopo, nella terza campata della navata meridionale del Duomo. Agli inizi del '400 Andrea Vanni riscuote un pagamento di 20 fiorini per la realizzazione della predella con lo Sposalizio della Vergine e con Storie della vita san Bonifazio; Paolo di Giovanni Fei e Martino di maestro Agostino si occupano del racconciamento. Nel 1420 la tavola centrale del dossale dipinto è oggetto di costante venerazione da parte dei fedeli, che già nel XIV secolo aveva assunto la denominazione di "Madonna delle Grazie". L'Altare di San Bonifazio acquista un'importanza politica e civile, nell'offerta annuale alla Vergine delle chiavi della città; il dossale verrà portato più volte in processione per scacciare le pestilenze (1448). Nel 1447 il Comune avvia la costruzione di un grande sacello dedicato alla Madonna, esteso in profondità nel nuovo Palazzo Vescovile. Il nuovo prospetto marmoreo a foggia di arco rinascimentale con bassorilievi., realizzato da Urbano da Cortona, allievo di Donatello, è visibile nella gabella del 1483 con "L'offerta delle chiavi della città alla Vergine", nella biccherna del 1527 dipinta da Domenico Beccafumi con "Il voto dei senesi alla viglia della battaglia di Camollia alla Cappella della Madonna" e in un affresco seicentesco nella saletta del Capitano del Palazzo Pubblico di Siena. Nel 1455 il Comune accettò la prposta dell'Operaio del duomo di segarla riducendola alla sola parte centrale, per rendere il trasporto dell'icona mariana più agevole e per inserirla nel tabernacolo della nuova cappella (Inventario del 1449). Nella seconda metà del XVI secolo, sembra accentuarsi il valore taumaturgico della Madonna, stando al numero sempre crescente degli ex voto a forma di occhio d'argento infissi sulla tavola (Inventario del 1458 e Inventario del 1467). Nel 1631 per la messa votiva in ringraziamento della fine della peste del 1630, l'opera riceve il titolo di "Madonna del Voto". Distrutta la cappella della Madonna e il Palazzo Vescovile nel 1659, la tavola venne temporaneamente a muro, per poi essere definitivamente trasferita nel 1662 sul nuovo altare della nuova cappella dell'Immacolata Concezione, fatta erigire due anni prima da papa Alessandro VII Chigi in luogo dellìantica porta del Perdono. Nel 1848 subirà un intervento di restauro e sarà inserita entro un'elaborata cornice d'argento. L'attribuzione della tavola al pittore Dietisalvi di Speme di deve a Luciano Bellosi(1991), per gli evidenti richiami al lessico maturo del fiorentino Coppo di Marcovaldo e del pisano Gilio di Pietro, entrambi attivi a Siena a metà '200.
