Inv. OA-9272
Visione del beato Pietro Pettinaio
| Soggetto: | Visione del Beato Pietro Pettinaio |
|---|---|
| Autore: | Vanni Raffaello |
| Oggetto: | dipinto |
| Materia e tecnica: | olio su tela |
| Data: | XVII (1620-1629) |
| Misure: | 140 × 182 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Cattedrale di S. Maria Assunta, prima del braccio del transetto destro, sopra la porta laterale |
| Provenienza: | Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia |
Descrizione
La scena si svolge all'interno del Duomo. Al centro della tela si colloca l'altare maggiore sul quale siedono la Vergine e Gesù Cristo. In preghiera, davanti a loro si trova san Francesco. Sulla sinistra si riconoscono i santi Girolamo, Ansano, Giovanni Evangelista e Paolo. Sul lato di destra compaiono i santi Andrea, Giovanni Battista, Bernardino, Bartolomeo; sul fondo San Pietro e i beati Giovanni Colombini e Pietro Pettinaio. In alto è raffigurato Dio Padre con la colomba e tutt'intorno una gloria di angeli. Il dipinto è provvisto di una cornice in legno, di colore nero, con profili e decorazioni dorate e con protomi angeliche applicate agli angoli, sormontata da un sole contenente il trigramma cristologico.
Notizie storico-critiche
Non ricordato dal Landi ("Racconto" del Duomo di Siena, dato alle stampe e commentato da Enzo Carli, Firenze, Edam, 1992), Il dipinto è attestato dal Pecci (Ristretto delle cose più notabili della città di Siena, appresso il Bonetti nella stamperia del pub. per Francesco Rossi stampatore, 1761, p. 13), mentre l'attribuzione al Vanni è di Enzo Carli. Il soggetto dell'opera è desunto dalla biografia del Beato Pettinaio scritta nel 1330 da fra Pietro da Monteroni e volgarizzata nel 1508 da padre Serafino da Castellina in Chianti, data alle stampe nel 1529. Con ogni probabilità, il dipinto fu realizzato per essere posizionato nel luogo in cui lo vediamo ancora oggi. Le misure della cornice (257 x 172 cm) che in larghezza occupano tutto lo spazio utile, sostengono questa ipotesi. Il punto in cui si trova il quadro è infatti lo stesso nel quale il beato Pietro Pettinanio ebbe la visione. Nel 1777 come testimoniato dal Faluschi (Chiese senesi. Duomo, Siena, Biblioteca Comunale degli intronati, ms. E.V.13), il dipinto fu trasferito nella sagrestia del duomo. Nel 1802 Luigi De Angelis (Vita del beato Pietro Pettinajo, Siena, Rossi, 1802) propose di riportarlo nella sua ubicazione originaria, sopra la porta laterale della cattedrale. Nel 1815 la richiesta del De Angelis fu accolta e il dipinto fu ricollocato sopra la porta laterale adiacente il campanile. Nell'occasione venne dipinto un cartiglio con scritto: QUESTO E' IL LUOGO IN CUI IL BEATO PIETRO PETTINAIO EBBE LA VISIONE CHE SI ESPRIME NEL PRESENTE QUADRO.
Iscrizione
« QU[ESTO] E’ IL LUOGO IN CUI B. PIETRO PETTINAIO SENESE TERZIARIO FRANCESCANO EBBE LA VISIONE CHE SI ESPRIME NEL PRESENTE QUAD[RO] »
Posizione: sotto la tela
