Inv. OA-6130
Altare della Congregazione dei Santi Pietro e Paolo
| Soggetto: | Assunta con i Santi Pietro e Paolo |
|---|---|
| Autore: | Salvatore di Pietro Fontana, Raffaello Vanni |
| Oggetto: | dipinto |
| Materia e tecnica: | olio su tela |
| Data: | XVI (1583) |
| Misure: | 235 × 450 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare dei Santi Pietro e Paolo |
| Committenza: | Congrega del Duomo (1583) |
Descrizione
L'impaginazione scenica del dipinto è di chiara matrice veneziana, come il background culturale di Salvatore di Pietro Fontana, morto a Roma nel 1590. I due santi Pietro e Paolo in primo piano occupano lo spazio con i voluminosi panneggi delle vesti, mentre sullo sfondo, scenograficamente inquadrata tra due grandi colonne, si svolge la scena del miracolo, meno calligrafica e di pennellata più veloce e fresca. Nella parte superiore è evidente il modello tizanesco dell'Assunta dei Frari, con la gloria degli angeli e cherubini sulla coltre di nubi che sorregge la Vergine. Proprio su questa parte deve essere intervenuto il Vanni nell'adattare il quadro dalla centinatura alla forma attuale, limitandosi a pochi ritocchi pittorici, non riscontrabili nell'omogeneità stilistica e compositiva del dipinto, se non in alcuni angioletti grondanti di luce.
Notizie storico-critiche
Officiato dalla Congrega del Duomo sin dal 1523 per volere dell'allora arcivescovo di Siena Giovanni Piccolomini, l'altare dei Santi Pietro e Paolo -edificato tra il 1579 e il 1585- ospitava la tela di Salvatore di Pietro Fontana, commissionata dall'Opera nel 1583 e collocata in loco prima del 1626. Il dipinto è ricordato da Alfonso Landi ("Racconto" del Duomo di Siena, dato alle stampe e commentato da Enzo Carli, Firenze, Edam, 1992, p. 29), professore e studioso locale, che riporta il prezzo convenuto per il lavoro e cita un documento attestante gli attriti sorti tra il Camerlengo della Congrega Bartolomeo Volpini e il pittore veneziano, che causarono la partenza di quest'ultimo da Siena, quando l'opera era ancora un abbozzo. Fabio Chigi ha l'opportunità di vedere la tela sull'altare nel 1626 e riporta il nome dell'autore, "Sumador da Venezia", poi corretto dal Faluschi in "Salvatore". Nel 1637 iniziarono i lavori di riqualificazione degli altari di San Savino e San Sebastiano, posti nel cappellone a sinistra del Duomo e affidati ad Antonio Fancelli, contestualmente alla vendita del vecchio altare dedicato ai Santi Pietro e Paolo. La tela del Fontana fu collocata nel nuovo altare di proprietà della Congrega, dove si trova tutt'ora, affidando a Raffaello Vanni il completamento o rifinitura di alcune parti, interventi difficilmente individuabili per via delle pessime condizioni di conservazione.
