Altare di Sant'Ansano

Soggetto:Sant'Ansano battezza il popolo senese
Autore:Francesco Vanni
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:olio su tela
Data:XVI (1593-1596)
Misure:268 × 421 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Cattedrale di S. Maria Assunta, Angolo del transetto sinistro
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia
Committenza:Giugurta Tommasi (15 Giugno 1593)

Descrizione


La grande scena si svolge sotto un loggiato, dal quale si intravede in lontananza un tempietto classico. Al centro della scena, Sant'Ansano è rappresentato come un giovane fanciullo boccoluto che trattiene con la mano sinistra il vessillo senese; con la destra è intento a battezzare i popolani giunti al suo cospetto: un giovane con le spalle scoperte accompagnato da una fanciulla, un uomo barbuto con un turbante che si volta indietro come per chiamare qualcuno, la figura possente di un umo canuto e di signorile aspetto. In primo piano è raffigurata di profilo una bella fanciulla abbigliata in modo elegante, con un bambino tra le braccia, nell'atto di versare acqua in una bacinella. In alto la Vergine intercede presso Cristo per l'operato misericordioso di Ansano e per i neofiti che stanno ricevendo il Sacramento del Battesimo. Come è stato più volte osservato, il Vanni ha tratto ispirazione dalla Madonna del Popolo di Federico Barocci, proveniente dalla Fraternita dei Laici di Arezzo: l'impianto compositivo in diagonale, la massa di figure in movimento, l'uso della luce e del colore, declinato in vibranti cangiantismi.

Notizie storico-critiche


L'altare di Sant'Ansano ospitava la celebre Annunciazione di Simone Martini (1333), ora agli Uffizi. Nel 1452 il patronato passò alla famiglia Pecci e negli anni '80 del '500 il rettore Giovan Battista Piccolomini decise di affidare a Flaminio del Turco la riedificazione di un'edicola marmorea, inaugurando la serie di ristrutturazioni post-tridentine che interesseranno la Cattedrale. Il 15 Giugno 1593, il rettore Giugurta Tommasi affidò al baroccesco senese Francesco Vanni la realizzazione di una grande tela con un episodio della vita di Sant'Ansano, portata a termine tre anni più tardi. Dai regesti pubblicati da Gaetano Milanesi (Documenti per la storia dell'arte senese, Siena, Onorato Porri, 1854-56, III vol., p. 266) si viene a conoscenza che il Vanni aveva fornito al suo committente un bozzetto, forse da individuare con quello conservato all'Art Museum di Princeton (n. 51-104). Prendendo in considerazione le parole del Landi ("Racconto" del Duomo di Siena, dato alle stampe e commentato da Enzo Carli, Firenze, Edam, 1992, p. 28) tra i numerosi personaggi che animano la tela, si riconosce il ritratto del rettore Tommasi, uomo barbuto vestito di nero che assiste impassibile al dispiegarsi della scena sacra. Ettore Romagnoli conferma la presenza del ritratto (Biografia cronologica de' bellartisti senesi, ante 1835, Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati, mss. L.II.1-13, 13 voll; ed. anastatica, 13 voll, Firenze, SPES, 1976, VIII, p. 549).

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