Inv. OA-6045
Altare di San Bernardino
| Soggetto: | Predica di San Bernardino da Siena |
|---|---|
| Autore: | Mattia Preti |
| Oggetto: | dipinto |
| Materia e tecnica: | olio su tela |
| Data: | XVII (1670-1674) |
| Misure: | 271 × 414 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Cattedrale di S. Maria Assunta, transetto destro, secondo altare |
| Committenza: | Lodovico de' Vecchi, Rettore dell'Opera della Metropolitana |
Descrizione
Sulla destra del dipinto è raffigurato san Bernardino, in piedi sul pulpito, nell'atto di predicare al popolo che si affolla nella piazza. Il santo tiene la mano sinistra sul petto, mentre con la destra indica la tavola col trigramma. Una folla tumultuosa affolla lo spazio sottostante il pulpito. In alto uno squarcio di luce apre il livido cielo, popolato da figure angeliche. Un angelo tiene in mano il trigramma di Cristo. Sullo sfondo si apre uno scorcio con rovine architettoniche. L'opera è costruita su un taglio diagonale che ricorda Caravaggio, così come l'affollamento nell'ombra di parte delle figure. Dai maestri veneziani (Veronese e Tintoretto) Mattia Preti riprende invece la vena coloristica, che si attenua però a causa dell'influenza del Guercino, per i bagliori improvvisi di luce bianca. Tutta la scena è improntata ad una evidente teatralità, desunta dallo Spagnoletto.
Notizie storico-critiche
Inaugurato il 5 Agosto 1651, l'altare in marmo è menzionato da Girolamo Gigli (Diario sanese, Siena, Tipografia dell'Ancora, 1723, p. 133) mentre la tela è ricordata da Lione Pascoli (Vite de' pittori, scultori e architetti moderni, 1736, Perugia, Edizioni Canova, 1981, p. 110) e da Bernardo de Dominici (Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani, 1742-45, Napoli, Stamperia dei Ricciardi, 1880, vol. III, pp. 362 e 364). Seguono le attestazioni di Giovanni Antonio Pecci (Ristretto delle cose più notabili della città di Siena, Siena, appresso il Bonetti nella stamperia del pub. per Francesco Rossi stampatore, 1761, p. 4) e di Luigi Lanzi (Storia pittorica della Italia: dal Risorgimento delle Belle Arti fin presso al fine del XVIII secolo, 1795-96, Firenze, Sansoni, 1928, p. 472). Dai documenti d'archivio sappiamo che nel Maggio del 1673, il rettore dell'Opera del Duomo Lodovico de' Vecchi era in trattive col Preti per l'esecuzione della tela, eseguita a Malta con l'intermediazione del nobile senese Giovanni Bichi e portata a termine dopo undici mesi, il primo Aprile 1674. L'opera giunse a Siena il 27 Maggio 1675, accompagnata dal nobile Placido Placidi.
