Altare di San Crescenzio

Soggetto:San Crescenzio rende la vista a una cieca mentre è condotto al martirio
Autore:Luigi Mussini
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:olio su tela
Data:XIX (1863-1868)
Misure:280 × 430 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Cattedrale di S. Maria Assunta, transetto destro
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia
Committenza:Bernardino Montini (1655)

Descrizione


Al centro della tela campeggia la figura di san Crescenzio nell'atto di donare la vista a una donna cieca che gli si era prostrata dinanzi. Tutt'intorno sono raffigurati dei soldati che conducono il santo al Martirio. La scena si svolge su ponte Milvio a Roma ed è tratta dalla vita di san Crescenzio. La scelta di raffigurare il santo con il braccio alzato verso il cielo ricorda molte tele di artisti francesi, primo fra tutti Ingres. La sua tela con "San Sinforiano condotto al martirio" è sicuramente il più puntuale riferimento iconografico

Notizie storico-critiche


Il Magistrato del comune di Siena si fece carico di far realizzare, secondo le volontà testamentarie di Bernardino Montini (redatte il 12 marzo 1855) un dipinto per il duomo di Siena. Per realizzare questo intento venne scelto Luigi Mussini, uno tra i pittori operanti a Siena più moderni e innovativi, in contatto con la pittura di Ingres, che aveva conosciuto durante un soggiorno romano (1849-1851). L'incarico fu assegnato nel dicembre del 1858, e l'anno successivo, il 18 settembre 1859, fu deciso che il soggetto da rappresentare doveva essere tratto dalla vita di san Crescenzio. Nella stessa data si stabilì che la tela doveva esser posta sull'altare di san Filippo Neri, dove era il dipinto di Giovanni Maria Morandi con l'"Apparizione della Vergine a san Filippo Neri"(ora esposto in Battistero). Il dipinto era stato commissionato al pittore da Angelo della Ciaia, patrono dell'altare. Nella prima metà del XVII secolo i Della Ciaia avevano aquistato questo altare, già del Crocifisso, che venne rimodernato da Dionisio Mazzuoli tra il 1650 e il 1651. Ci vollero parecchi anni prima che il dipinto del Mussini fosse terminato. La tela fu infatti posta sull'altare solo nel 1868, senza non poche critiche da parte degli esperti. Si tentò addirittura di bruciarla, come racconta lo stesso Mussini in una lettera indirizzata all'amico Pietro Giusti (9 settembre 1868). Certo è che al momento dell'incarico (1858), il Mussini appariva come il pittore più moderno e innovativo di Siena, mentre dieci anni più tardi la sua arte venne vista come noiosoa e accademica."

Iscrizione


F. ANGELVS DELLA CIAIA D. IOANNIS HIEROSOLYMITANI EQVES • AB ALEX. VII S. PONT. TRICLINIO PRIMVM CVBIC. DEIN. PREFECT. • AC POSTREMO MAGNVS PRIOR HYBERNIAE CREATVS • GENTILITIAM HANC ARAM AERE PROPRIO COMPARAVIT • PHILIPPI NERI D. TVTELARIS EFFIGIE DECORAVIT. IOANNES BAPTISTA DELLA CIAIA • SUB EODEM S. ANTISTITE PRAETORII PRAEFECTVS • FRATRIS VEL EXTINCTI AMANTISSIMVS • POSVIT • A. D. MDCLXXVII
Posizione: sotto la mensa di marmo

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