Altare di San Girolamo

Soggetto:San Girolamo ha la visione della Trasfigurazione
Autore:Annibale Mazzuoli
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:olio su tela
Data:XVIII (1719-1725)
Collocazione:Cattedrale di S. Maria Assunta, secondo altare di destra (già altare della famiglia Celsi)
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia
Committenza:Opera del Duomo (1719)

Descrizione


Il santo è raffigurato in primo piano, sulla destra, mentre ha la visione della Trasfigurazione. Viene sorretto da due angeli mentre perde i sensi. Di fronte a lui due puttini adagiati sul leone dormiente, tengono un libro dove sono scritti alcuni versi del vangelo di Matteo. Sono presenti inoltre alcuni attributi iconografici del santo: il crocifisso, il teschio, la penna e il calamaio, il libro e il già ricordato leone. Nella parte superiore, la trasfigurazione è raffigurata secondo i canoni tradizionali: al centro il Cristo, accompagnato da Mosè (con le tavole della legge) ed Elia, mentre in basso, sul prato, sono distesi i tre apostoli (Giovanni, Pietro e Giacomo) che si coprono gli occhi a causa della forte luce emessa da Cristo. E' evidente come la scena della trasfigurazione derivi dal dipinto di Raffaello.

Notizie storico-critiche


Inizialmente consacrato a San Nicola, poi a San Niccolò, successivamente a San Girolamo e infine alla Trasfigurazione, il secondo altare a destra -di patrocinio della famiglia Cori, già dei Celsi- conserva la tela col San Girolamo di Annibale Mazzuoli, eseguita a Roma e collocata in situ nel 1725. Il quadro fu sistemato al posto di un altro dipinto con la Trasfigurazione, realizzato da Bernardino Mei tra il 1673 e il 1677, purtroppo disperso. Nel 1760 il dipinto del Mazzuoli fu spostato in sagrestia e al suo posto, sull'altare, vi fu ricollocata la più antica tela del Mei, che rimase in loco fino al 1795, quando si decise di rimuoverla perchè ormai molto rovinata, ""ridotta in pessimo stato".

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