Altare di San Gaetano

Soggetto:Vergine in Gloria e San Gaetano in atto di ricevere da San Giuseppe Gesù Bambino
Autore:Domenico Maria Canuti
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:olio su tela
Data:XVII (1680-1682)
Collocazione:Cattedrale di S. Maria Assunta, navata destra
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore. Dal 1506 la pala fu appesa a una parete del transetto sinistro. Nel 1771 la tavola fu segata in due, la parte anteriore fu collocata nella cappella di sant'Ansano, la parte posteriore nella cappella di san Vittore, i pannelli delle predelle e dei coronamenti furono posti in sacrestia

Descrizione


L'opera presenta una variante dinamica e barocca del tema della Sacra Famiglia, qui 'scomposta' e proiettata in una dimensione visionaria. La composizione si articola su due registri principali che mediano il passaggio tra il divino e l'umano. Nel registro superiore: la Vergine Maria, figura cardine e mediatrice, domina la scena dall'alto di una gloria di nubi. La sua postura e lo sguardo sono rivolti verso il basso, a sottolineare il distacco benevolo del dono appena compiuto. Registro inferiore: il nucleo della 'Sacra Famiglia' si ricompone idealmente nell'atto dell'affidamento: il Bambino Gesù non è più tra le braccia della Madre, ma viene accolto con estrema umiltà da San Gaetano. Il coro angelico completa l'iconografia, trasformando l'evento in una 'conversazione sacra' dove il Santo non è solo spettatore, ma parte integrante del nucleo familiare divino.

Notizie storico-critiche


Inizialmente, l'area del primo altare della navata destra era legata a tradizioni antiche. Sebbene una lettura del passato lo associasse al culto di San Silvestro all'inizio del Duecento, studi più recenti suggeriscono che quella dedica appartenesse a un altro luogo della cattedrale, probabilmente la Confessione. Per lungo tempo, gli inventari più antichi non menzionano nemmeno un altare in questa specifica campata. La vera svolta storica avvenne nel 1455. Il Governo di Siena, per ringraziare Papa Callisto III del suo intervento diplomatico che aveva liberato la città dalle truppe mercenarie di Jacopo Piccinino, ordinò una celebrazione solenne. Questo evento portò alla costruzione di un altare dedicato proprio a San Callisto, completato dopo il 1456. I documenti del 1458 lo descrivono come un'opera di marmo finemente intagliata con fogliami, arricchita da una figura della Madonna in un tondo, angeli e un rilievo di Cristo. Per questo altare era stata prevista anche una statua del Papa, ma la sua realizzazione fu travagliata: il blocco di marmo acquistato nel 1462 rimase inutilizzato per oltre un secolo, finché nel 1591 non servì per la statua di Alessandro III, poi trasformata in quella di Marcello II sotto il pontificato di Alessandro VII. L'aspetto che ammiriamo oggi è frutto del grande rinnovamento della Chiesa avviato nel 1680. In quell'anno, i vecchi arredi di San Callisto furono smantellati e trasferiti in Palazzo Pubblico, nella Cappella del Concistoro. Il vicerettore Azzolino Ugurgieri affidò a Francesco Mazzuoli il compito di progettare la nuova architettura barocca dell'altare.Anche la parte pittorica subì dei cambiamenti: inizialmente l'altare ospitava una tela di Mattia Preti con la Predicazione di San Bernardino. Tuttavia, nel 1682, quest'ultima fu spostata nel transetto e al suo posto venne inserita l'opera attuale: la pala di San Gaetano da Thiene, dipinta dal bolognese Domenico Maria Canuti. Oggi l'altare si presenta come un connubio perfetto tra l'architettura del Mazzuoli e la pittura del Canuti, testimoniando il passaggio dal rigore quattrocentesco all'esuberanza devozionale del Seicento.

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