San Cosma nella fornace ardente

Autore:Vanni Raffaello
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:olio su tela
Data:XVII (1640-1660)
Misure:95,5 × 160 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Sala dell'Alfieri
Provenienza:Oratorio dei Santi Giovannino e Gennaro (già dei Santi Cosma e Damiano)

Descrizione


L'iconografia rappresentata nel dipinto è quella del santo martire medico Cosma, sebbene, stavolta il santo appaia sprovvisto dei suoi consueti attributi medici. La lettura iconografica tradizionale dell'opera, seguita anche dal Carli, di un generico "San Cosma in carcere" va corretta, riconoscendo nell'episodio un altro momento della vita del santo, o meglio dei santi, dato che Cosma e Damiano furono sottoposti ai medesimi martiri, scampando miracolosamente più volte la morte. In questo caso si tratta dell'episodio della fornace ardente, narrata nel Martirologio, quando Cosma e Damiano vengono condotti davanti ad una fornace, legati con robuste catene e immersi nel fuoco. Tornano, infatti, le catene ai polsi, che forse hanno indotto i precedenti commentatori nell'errore, dato che anche l'evidenza delle fiamme si limita ai guizzi luminosi alle spalle del santo. Ma a confermare l'interpretazione iconografica intervengono i volti e le braccia che si agitano convulsi nello sfondo. Il testo agiografico, infatti, racconta anche la fuga precipitosa dei soldati, una volta che videro uscire indenni dalle fiamme i due santi. Pertanto, il momento descritto dall'artista è quello in cui il miracolo si è già consumato e Cosma, risparmiato dalle fiamme, rivolge il suo ringraziamento a Dio.

Notizie storico-critiche


La più antica attestazione della provenienza della tela si rintraccia nell'Inventario dell'Oratorio dei SS. Giovannino e Gennaro (Archivo vescovile, doc. 62, Compagnia dei SS. Giovannino e Gennaro, 1863); successivamente è documentata nella Chiesa di San Desiderio; fu acquisita dal Museo dell'Opera solo dopo il 1946.

Torna in alto