Deposizione dalla croce

Autore:Luca Giordano
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:olio su tela
Data:XVII (1675-1682)
Misure:138,8 × 196,5 × 9-9,5 cm (larghezza × altezza × profondità)
Collocazione:Museo dell'Opera, Sala dell'Alfieri
Provenienza:Galleria Uffizi
Committenza:Andrea e Lorenzo del Rosso (1675-1682)

Descrizione


Allo stesso modo del Cristo davanti a Pilato, anche in questo dipinto la fonte di luce, collocata nella parte sinistra della composizione, taglia trasversalmente forme e figure, concentrandosi copiosa sul corpo del Cristo e sulla figura di tergo che sostiene il corpo senza vita del Nazareno, scivolando incisiva sull’incarnato e sul capo calvo dell’uomo. La scena, che iconograficamente mostra connotati conformi alla tradizione, con la Madonna e le donne piangenti ai piedi della croce, riceve una maggiore caratterizzazione dall’inquadratura forzatamente laterale e quasi “di taglio”, sebbene tale scelta prospettica conduca a due esiti diversi e quasi opposti. Da un lato contribuisce alla definizione di una direttrice obliqua, lungo la quale si collocano i personaggi, in una sequenza serrata, con il corpo di Cristo che funge da linea-trait d’union tra il vertice della croce e l’estremità inferiore, i cui giace Maria. Dall’altro, non riesce a conferire agilità e dinamicità alla scena, laddove, invece, le figure sembrano come bloccate nella pesantezza dei panneggi e nella corposità rotonda delle forme. Infatti, come notato da Ferrari e Scavezzi (1966, p. 116, vol. II) si tratta di un’opera dall’impaginazione compositiva ancora arcaica, aliena dai modi agili e mutevoli consueti nel Giordano della maturità. Tuttavia, il dipinto va collocato proprio in prossimità degli anni fiorentini dell’artista (ultimo quarto del XVII secolo, intorno al 1682) per alcune affinità con Le Storie di Enea di Casa Corsini e per un consapevole allontanamento dal colorismo barocco, a favore di campiture cromatiche ampie e rotonde alle quali si accompagna un trattamento pittorico a larghe stesure.

Notizie storico-critiche


L'opera in oggetto è tra i dipinti realizzati da Luca Giordano per Andrea e Lorenzo Del Rosso durante il soggiorno fiorentino (1682). Faceva parte di una serie di quattro quadri posti nei vani laterali della cappella privata dei Del Rosso (Cristo davanti a Pilato, Deposizione di Cristo, Andata al Calvario, Flagellazione di Cristo). Con la dispersione della quadreria Del Rosso, l'opera giunse sulle pareti laterali della cappella di Giovan Battista Rondinelli Scarlatti (esposizione alla festa di San Luca, 1767). Alla morte di Rondinelli, il quadro entrò nella collezione Volpini e nel 1779 fu venduto agli Uffizi. Sullo scorcio del secolo, nel 1799 il Cristo davanti a Pilato e la Deposizione furono ceduti all'Opera del Duomo di Siena in cambio dell'Annunciazione di Simone Martini (1333); nel 1815 i due dipinti si trovavano nella sagrestia del Duomo di Siena.

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