Apostolo (attribuzione da verificare) - Figura maschile con barba in abiti panneggiati

Autore:Giovanni Pisano
Oggetto:Statua
Materia e tecnica:marmo scolpito della montagnola
Data:secc. XIII/ XIV (1290-1310)
Misure:186 cm (altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Sala degli Apostoli
Provenienza:cattedrale di S. Maria Assunta, colonne navata centrale (fino al 1681)

Descrizione


La figura appare in posizione frontale, con la testa rivolta verso sinistra. Indossa una tunica ricamata e ricoperta da un ampio ed avvolgente mantello frangiato. La mano destra stringe al petto un papiro mentre quella sinistra risulta danneggiata e quindi illeggibile. Sulla testa scende una lunga capigliatura a ciocche e sul viso si trova una folta barba a piccole ciocche traforate.

Notizie storico-critiche


Enzo Carli è lo studioso che nel 1968 con un intervento su Antichità Viva chiarisce il problema delle sculture degli Apostoli, che proprio in quell’anno venivano spostate dall’allora collocazione sul tetto del Duomo di Siena al sottocorpo del Duomo stesso, con la possibilità nuova di essere analizzate più accuratamente da vicino. Sulla base delle informazioni di due autori della seconda metà del XVIII secolo, il Faluschi e il Pecci, il Carli individua con esattezza il momento storico nel quale le statue vengono collocate sul tetto, precisamente nel 1681 “quando il volterrano Giuseppe Mazzuoli eseguiva le statue dei dodici apostoli che stettero fino verso il 1870 addossate ai pilastri all’interno del Duomo (…): è comunque indubbio che gli Apostoli del Mazzuoli sostituirono i nostri”. Quindi sino al 1681 gli Apostoli erano posti sui pilastri all’interno del Duomo senese e non all’esterno, e ancora secondo il Carli due delle statue marmoree dovevano essere state rimosse prima delle altre: secondo due disegni del Codice Chigiano P VII.11, foglio 33, “riflettenti due diversi stadi di completamento del rivestimento marmoreo del fianco meridionale del duomo stesso promosso da Alessandro VII nel 1658, figurano sulla gronda della navata laterale, (....), due statue contrassegnate con le lettere A e B e con la didascalia due statue vecchie che erano sulla Porta del Perdono”. Secondo il Carli le statue del San Paolo e del San Pietro potrebbero essere quelle in questione. Successivamente lo studioso senese sembra decisamente ricondurre la destinazione degli Apostoli alla facciata del Duomo di Siena secondo il progetto di Giovanni Pisano, lasciato incompiuto tra il 1296 ed il 1297 per l'improvviso allontanamento dal figlio di Nicola, che lasciava in tronco l’impresa portata avanti per oltre undici anni. Come è noto dalle fonti, il progetto della facciata fu comunque portato avanti e le dodici statue eseguite proprio a cavallo dei secoli XIII e XIV, quando le maestranze senesi proseguirono il lavoro di Giovanni, seguendone i disegni ed il progetto originale. Ma nuove iniziative del cantiere del Duomo, come il suo ingrandimento verso Vallepiatta iniziato nel 1316-1317, impedì una collocazione in opera delle sculture e “quando vennero riprese la costruzione e la decorazione della facciata il nuovo progetto, difforme da quello di Giovanni Pisano, escludeva l’utilizzazione delle statue degli Apostoli già preparate: e dovette essere allora che, completata forse la serie, esse furono collocate sotto tabernacoli di cui si è persa traccia, a ridosso dei piloni interni del Duomo”. Contrariamente al Lusini, che pensava ad una collocazione prima del 1316, il Carli propendeva per una data più tarda “perché sarebbe stata ben ardua, se non impossibile, la elevazione della facciata secondo il nuovo progetto prima del rialzamento della navata maggiore del Duomo, effettuato a partire dal 1369. Dovette pertanto essere verso l’ottavo decennio del XIV secolo, se non dopo, che gli apostoli trovarono posto all’interno del Duomo, per restarvi fino allo scorcio del XVIII secolo dopo un vano tentativo di sostituirli con statue in bronzo ai primi del Cinquecento".

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