Cavallo

Autore:Giovanni Pisano
Oggetto:Statua
Materia e tecnica:marmo scolpito
Data:sec. XIII (1295-1297)
Misure:138 cm (altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Galleria delle Statue
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, dal pilastro sud estremo della facciata del duomo (fino al sec. XIX seconda metà)

Descrizione


Mezza statua animale in marmo, scolpita a tutto tondo e concepita come elemento fortemente aggettante della decorazione architettonica della facciata. Il cavallo è impostato su una struttura volumetrica compatta, con il corpo raccolto e il lungo collo fortemente proteso verso l’alto. La modellazione alterna le ampie superfici levigate del corpo alla resa più analitica della criniera, articolata in ciocche ondulate lungo il margine posteriore del collo. L’opera presenta diffuse fratture, lacune e abrasioni che ne compromettono in parte la leggibilità originaria.

Notizie storico-critiche


La scultura apparteneva alla serie di sei mezze statue animali originariamente collocate sulla facciata della Cattedrale di Siena, al di sotto delle monumentali figure di profeti e altri personaggi del programma figurativo. La serie comprendeva due cavalli, due leoni, un grifo e un bue. Cinque degli originali sono oggi conservati nel Museo dell’Opera della Metropolitana e sostituiti in facciata da copie, mentre l’altro cavallo, posto sotto il torrione settentrionale, è rimasto in situ.
Il significato e la disposizione originaria delle figure animali furono approfonditi da Keller (1937), che ne mise in evidenza il ruolo all’interno del complesso programma iconografico della facciata. Enzo Carli (1979) riteneva tali sculture «concepite sicuramente, ma forse anche in gran parte realizzate, dallo stesso Giovanni», sottolineandone i volumi aggettanti e mossi e quella tensione ferina che costituisce un contrappunto alla forte espressività delle figure umane. Max Seidel, pur soffermandosi in particolare sui richiami all’antico presenti nei due leoni, riferì uno dei cavalli direttamente a Giovanni Pisano, contribuendo a rafforzare l’ipotesi di una sostanziale riconducibilità dell’intera serie all’attività del maestro. Anche Middeldorf Kosegarten (1984) sembra orientarsi in questa direzione, mentre Joachim Poeschke (2000) attribuisce esplicitamente a Giovanni Pisano il cavallo oggi conservato nel Museo dell’Opera.
La vigorosa costruzione volumetrica dell’animale, il forte aggetto della figura e l’impetuosa elevazione del collo sono coerenti con la concezione dinamica della scultura di Giovanni Pisano e con l’originaria collocazione in facciata, che prevedeva una visione dal basso e a distanza.

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