Inv. OA-4695
Toro alato, simbolo dell’Evangelista Luca
| Autore: | Giovanni Pisano |
|---|---|
| Oggetto: | Statua |
| Materia e tecnica: | marmo scolpito |
| Data: | sec. XIV (1300) |
| Misure: | 105 cm (altezza) |
| Collocazione: | Museo dell'Opera, Galleria delle Statue |
| Provenienza: | Cattedrale di S. Maria Assunta, dalla nicchia sud del pilastro settentrionale a lato del quadrato del rosone, sotto la statua del san Luca (Lusini) (fino al 1869) |
Descrizione
Scultura in marmo lavorata a tutto tondo, caratterizzata da una costruzione plastica compatta e fortemente aggettante. La figura è impostata su un ampio basamento e presenta marcati volumi anatomici, definiti da superfici tese e da una lavorazione più minuta in corrispondenza del capo e delle ali. L’opera presenta lacune e fratture, particolarmente evidenti nella parte inferiore del muso, nelle ali e in alcune porzioni del cartiglio.
Notizie storico-critiche
La scultura apparteneva al complesso figurativo concepito per la facciata della Cattedrale di Siena e raffigura il toro alato, iconograficamente identificabile con il bue, tradizionale simbolo dell’Evangelista Luca. La figura era originariamente associata alla statua dell’evangelista, oggi perduta, e faceva parte del gruppo dei quattro simboli evangelici disposti nella zona superiore della facciata, ai lati del quadrato che incornicia il rosone. La loro collocazione originaria è stata ricostruita sulla base degli studi di Lusini (1911) e Keller (1937) ed è inoltre documentata da un disegno della facciata databile intorno al 1600, conservato a Firenze presso gli Uffizi.
Gran parte delle sculture della parte superiore della facciata fu successivamente rimossa e sostituita da copie nel corso degli interventi condotti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo; il toro alato, insieme all’angelo simbolo dell’Evangelista Matteo, risulta tuttavia sostituito già nel 1869, come documentato da Rubini.
L’opera è oggi riferita all’attività di Giovanni Pisano nel cantiere della Cattedrale, dove il maestro fu magister dell’Opera tra il 1284-1285 e il 1297 e realizzò il nucleo fondamentale della decorazione scultorea della facciata. La datazione delle statue della zona superiore è stata tuttavia a lungo oggetto di discussione critica. Richter (1900), Lusini (1911) e Toesca (1951) ne proponevano una cronologia agli anni Settanta del XIV secolo; Justi (1903), Venturi (1906), Keller (1937) e Carli (1967; 1979) riconoscevano invece nelle opere la persistenza dell’eredità giovannea, collocandole prevalentemente tra il terzo e il quarto decennio del Trecento, pur ammettendo nel caso di alcuni animali un intervento più diretto di Giovanni. Middeldorf Kosegarten (1984) ha successivamente ricondotto l’intero ciclo superiore a una fase assai più precoce, in stretta contiguità con la presenza di Giovanni Pisano nel cantiere della facciata, proponendone una datazione intorno al 1300. Tale interpretazione fu infine accolta anche da Enzo Carli (1989).
Nel toro alato la salda costruzione volumetrica del corpo si accompagna alla forte caratterizzazione espressiva del capo e al trattamento analitico delle parti decorative, in particolare delle ali e del pelo. La posa, fortemente proiettata nello spazio, risponde alla concezione dinamica della statuaria di Giovanni Pisano e alla funzione originaria della scultura, destinata a essere osservata dal basso e a distanza. L’originale è oggi conservato nella Galleria delle Statue del Museo dell’Opera della Metropolitana di Siena.
Iscrizione
SEQ(UENTIA) S(AN)C(T)I EVANGE<LII> S<E>C(UN)D(U)M <LUCAM>
