Motivo fitomorfo circolare

Autore:Nicola Pisano
Oggetto:Rilievo
Materia e tecnica:marmo scolpito
Data:sec. XIII (1259-1265)
Misure:86 × 92 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Galleria delle Statue
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, recinto presbiteriale

Descrizione


La formella presenta una geometrica e regolare decorazione fitomorfa, costituita da una rosetta bottonata centrale circondata da girali fogliacei a corolla con quattro grossi boccioli disposti negli angoli pieni di semi.

Notizie storico-critiche


Verosimilmente il rilievo faceva parte in origine del recinto presbiteriale del Duomo di Siena, rimosso nel XVI secolo; insieme ad altri pannelli della stessa serie, anche questo fu riutilizzato altrove. Infatti la formella fu reperita da Peleo Bacci nel 1930 e tolta “da un sottopassaggio degli ambulacri della facciata del Duomo” (quello di sinistra); quindi fu musealizzata. Dai documenti dell’AOMS emerge che il coro era marmoreo all’esterno e ligneo all’interno e che c’erano 88 stalli. Ettore Romagnoli, nella biografia di maestro Manuello di Renieri intagliatore, riferisce che nella cartapecora n. 632 dell’Archivio dell’Opera all’anno 1259 questo intagliatore confessa d’aver ricevuto da fra’ Vernaccio da S. Galgano Operaio del Duomo 40 lire di denari senesi per l’intaglio delle seggiole dei cori; questa notizia è indicativa delle date in cui si andava costruendo l’intero coro, e dunque forse si può estendere anche ai rilievi marmorei dell’esterno (vol. I p. 229). La formella fa parte di una serie di rilievi analoghi per decorazione, stile e formato; i suoi caratteri nicoliani permettono di ricollegarla alla scuola di quest’artista. Venturi aveva supposto che si trattasse dello stesso maestro autore dei rilievi mariani provenienti da Sovicille (ora al Museo dell’Opera). Lusini, invece, riteneva che potessero aver fatto parte degli specchi di un fonte battesimale. In particolare, poichè esiste un documento del 1272 in cui si concede la cittadinanaza senese ai maestri Lapo, Donato e Goro, gli unici in grado di eseguire intagli sottili a Siena a quel tempo, Enzo Carli ha pensato di poter ricondurre l’esecuzione del rilievo ad uno di tali maestri e di datarlo in quel periodo; sulla scorta dello studio di Gnudi, lo studioso nel 1949 giungeva a riferire il pannello alla mano di Donato. Pope-Hennessy confermava tale supposizione (1964). La Middeldorf Kosegarten ritiene invece che questo rilievo, con gli altri, sia databile nel 1260-65 circa e sia genericamente da assegnare alla bottega di Nicola; vi si ravvisa infatti una dipendenza dallo stile precedente al pulpito senese. In seguito a questa supposizione, anche Carli si è pronunciato per una datazione ipotetica intorno al 1260-65.

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