Inv. OA-5129
Testa di vescovo entro cornice con decorazione fitomorfa e due teste infantili
| Autore: | Nicola Pisano |
|---|---|
| Oggetto: | Rilievo |
| Materia e tecnica: | marmo scolpito a bassorilievo |
| Data: | sec. XIII (1260-1265) |
| Misure: | 88 × 92 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Museo dell'Opera, Atrio |
| Provenienza: | Cattedrale di S. Maria Assunta, recinto presbiteriale |
Descrizione
Il rilievo marmoreo, di forma pressoché quadrata, presenta al centro una testa maschile barbata, raffigurata frontalmente e riconoscibile come figura vescovile per la mitria che ne copre il capo. Il volto, dai lineamenti marcati e dall'espressione severa, è caratterizzato da arcate sopracciliari pronunciate, occhi profondamente incavati, naso diritto e folta barba articolata in ciocche ricciolute, lavorate con particolare attenzione agli effetti plastici e chiaroscurali. La mitria, di forma conica ribassata, presenta una superficie decorata da un motivo geometrico reticolato e da una fascia ornamentale.
La testa emerge da un rigoglioso intreccio vegetale costituito da foglie d'acanto, profondamente intagliate e disposte simmetricamente ai lati della figura. Tra le volute del fogliame si distinguono due piccole teste infantili, collocate nella parte superiore della composizione, una per ciascun lato della mitria. Le foglie, caratterizzate da nervature incise, margini frastagliati e terminazioni arricciate, conferiscono all'insieme un accentuato dinamismo ornamentale.
La composizione è racchiusa entro una cornice quadrangolare decorata da un motivo continuo di foglie d'edera, con elementi vegetali e floreali disposti lungo il perimetro. La lavorazione del rilievo, articolata su diversi piani di profondità, determina vivaci contrasti tra le superfici levigate del volto e le parti più intensamente traforate e incise della decorazione fitomorfa.
Notizie storico-critiche
Verosimilmente il rilievo faceva parte in origine del recinto presbiteriale del Duomo di Siena, rimosso nel XVI secolo; insieme ad altri pannelli della stessa serie, anche questo fu riutilizzato altrove. Infatti la formella fu reperita da Peleo Bacci nel 1930 e tolta “da un sottopassaggio degli ambulacri della facciata del Duomo” (quello di sinistra); quindi fu musealizzata. Dai documenti dell’AOMS emerge che il coro era marmoreo all’esterno e ligneo all’interno e che c’erano 88 stalli. Ettore Romagnoli, nella biografia di maestro Manuello di Renieri intagliatore, riferisce che nella cartapecora n. 632 dell’Archivio dell’Opera all’anno 1259 questo intagliatore confessa d’aver ricevuto da fra’ Vernaccio da S. Galgano Operaio del Duomo 40 lire di denari senesi per l’intaglio delle seggiole dei cori; questa notizia è indicativa delle date in cui si andava costruendo l’intero coro, e dunque forse si può estendere anche ai rilievi marmorei dell’esterno (vol. I p. 229). La formella fa parte di una serie di rilievi analoghi per decorazione, stile e formato; i suoi caratteri nicoliani permettono di ricollegarla alla scuola di quest’artista. Venturi aveva supposto che si trattasse dello stesso maestro autore dei rilievi mariani provenienti da Sovicille (ora al Museo dell’Opera). Lusini, invece, riteneva che potessero aver fatto parte degli specchi di un fonte battesimale. In particolare, poichè esiste un documento del 1272 in cui si concede la cittadinanaza senese ai maestri Lapo, Donato e Goro, gli unici in grado di eseguire intagli sottili a Siena a quel tempo, Enzo Carli ha pensato di poter ricondurre l’esecuzione del rilievo ad uno di tali maestri e di datarlo in quel periodo; sulla scorta dello studio di Gnudi, lo studioso nel 1949 giungeva a riferire il pannello alla mano di Donato. Pope-Hennessy confermava tale supposizione (1964). La Middeldorf Kosegarten ritiene invece che questo rilievo, con gli altri, sia databile nel 1260-65 circa e sia genericamente da assegnare alla bottega di Nicola; vi si ravvisa infatti una dipendenza dallo stile precedente al pulpito senese. In seguito a questa supposizione, anche Carli si è pronunciato per una datazione ipotetica intorno al 1260-65.Il rilievo marmoreo raffigurante una testa di vescovo, inserita entro una ricca decorazione fitomorfa, proviene verosimilmente dall'antico recinto presbiteriale della Cattedrale di Siena, realizzato nel corso del XIII secolo nell'ambito degli interventi di rinnovamento dell'arredo liturgico del duomo. La formella apparteneva a una serie di pannelli marmorei accomunati da analoghe caratteristiche decorative e formali, nei quali teste umane, inserite entro rigogliosi intrecci vegetali, costituivano gli elementi figurativi principali.
