Inv. OA-5125
Volto di giovane entro clipeo fitomorfo attorniato da quattro uccelli
| Autore: | Nicola Pisano |
|---|---|
| Oggetto: | Rilievo |
| Materia e tecnica: | marmo scolpito a bassorilievo |
| Data: | sec. XIII (1260-1265) |
| Misure: | 84 × 92 cm (larghezza × altezza) |
| Collocazione: | Museo dell'Opera, Atrio |
| Provenienza: | Cattedrale di S. Maria Assunta, recinto presbiteriale (provenienza probabile). |
Descrizione
Il rilievo mostra al centro una testa di giovane dai capelli fluenti ondulati e dal volto pieno; ha le labbra carnose e il naso leggermente camuso. La testa è clipeata entro una corona di foglie d’acanto disposte a corolla, mentre nei quattro angoli del pannello sono scolpiti degli uccelli in differenti pose.
Notizie storico-critiche
Il rilievo apparteneva verosimilmente al recinto presbiteriale della Cattedrale di Siena, smembrato nel corso del XVI secolo. Insieme ad altre formelle della stessa serie fu successivamente riutilizzato nella pavimentazione del Duomo e soltanto nel 1870, in occasione della sua rimozione, venne recuperato e trasferito nei depositi dell’Opera; nel 1930 Peleo Bacci ne dispose infine il trasferimento nel Museo dell’Opera.
La possibile provenienza dal recinto presbiteriale trova un importante riferimento documentario nelle notizie relative alla costruzione del coro duecentesco. Ettore Romagnoli, nella biografia di maestro Manuello di Ranieri intagliatore, ricorda infatti che nel 1259 l’artista dichiarava di aver ricevuto dall’Opera del Duomo quaranta lire senesi per l’intaglio delle seggiole del coro, testimonianza che documenta l’avanzato stato dei lavori del complesso in quegli anni. La formella appartiene a una serie di rilievi omogenei per formato, decorazione e caratteri stilistici, riconducibili allo smembrato arredo presbiteriale medievale.
La vicenda attributiva dell’opera è stata a lungo discussa. Venturi propose di avvicinare il rilievo al maestro delle sculture mariane provenienti da Sovicille, oggi conservate nel Museo dell’Opera; Lusini pensò invece a una realizzazione nell’ambito delle maestranze attive nel cantiere senese, richiamando il documento del 1272 relativo alla concessione della cittadinanza ai maestri Lapo, Donato e Goro. Enzo Carli giunse in un primo momento, anche sulla scorta degli studi di Gnudi, ad attribuire il pannello alla mano di Lapo, ipotesi successivamente condivisa da Pope-Hennessy (1964).
Middeldorf Kosegarten (1984) ha tuttavia proposto una diversa lettura, collocando questo rilievo e gli altri pannelli della serie intorno al 1260-1265 e riferendoli più genericamente alla bottega di Nicola Pisano. La studiosa vi riconosce infatti caratteri ancora dipendenti dalla fase dell’attività di Nicola precedente alla realizzazione del pulpito della Cattedrale di Siena. In seguito a tale proposta anche Carli ha accolto una datazione ipotetica intorno al 1260-1265.
