Annuncio della morte a Maria

Autore:Urbano da Cortona
Oggetto:Rilievo
Materia e tecnica:marmo scolpito a bassorilievo
Data:sec. XV (1451-1459)
Misure:74 × 74 × 8,5 cm (larghezza × altezza × spessore)
Collocazione:Museo dell'Opera, Atrio
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Cappella della Madonna delle Grazie, prospetto marmoreo della cappella di S. Maria delle Grazie (pilastro)
Committenza:Bargagli Mariano, operaio (1451, erezione della cappella della Madonna delle Grazie)

Descrizione


Rilievo marmoreo di formato quadrangolare, scolpito a bassorilievo e racchiuso entro una cornice modanata. La scena è ambientata in un interno architettonico costruito secondo una rigorosa impostazione prospettica: tre arcate a tutto sesto, sostenute da esili pilastri, scandiscono la parete di fondo, oltre la quale si intravede la cortina di un letto. Superiormente l’ambiente è concluso da un soffitto a cassettoni ornati da rosette; al di sopra delle arcate corre un fregio decorato con festoni fitomorfi. Le due figure principali occupano il primo piano e sono disposte ai lati dell’asse centrale della composizione.

Notizie storico-critiche


Nel 1451 l’Operaio della Cattedrale Mariano Bargagli allogava a Urbano da Cortona, come attestano i documenti d’archivio, la realizzazione della Cappella della Madonna delle Grazie, destinata ad accogliere la tavola duecentesca legata alla vittoria di Montaperti. Negli anni successivi Urbano, con la collaborazione del fratello Bartolomeo e dei lapicidi della sua bottega, portava a compimento la commissione entro il 1459. La cappella, ancora descritta da Bossi nel 1575 e da Landi nel 1655, venne demolita tra il 1658 e il 1660 per volontà di papa Alessandro VII Chigi, in occasione della costruzione dell’attuale cappella. I frammenti della decorazione marmorea furono allora dispersi in diversi luoghi: alcuni vennero murati presso il portale centrale della controfacciata del Duomo, altri collocati nella zona del campanile, mentre il tondo e due pannelli, tra cui il presente rilievo, furono trasferiti nel Museo dell’Opera.
Il soggetto raffigurato, l’Annuncio della morte alla Vergine, appartiene alla tradizione apocrifa relativa agli ultimi giorni di Maria. L’episodio è riconoscibile soprattutto per il ramo di palma recato dall’arcangelo Gabriele, simbolo della morte imminente della Vergine e, al tempo stesso, della sua vittoria sulla morte e della gloria celeste. La scena si inseriva coerentemente nel più ampio ciclo mariano della cappella, destinata ad accogliere l’immagine della Madonna delle Grazie, e costituiva uno degli episodi dedicati alla vita e alla glorificazione della Vergine.
Fu Schubring, nel 1903, a riferire per primo a Urbano da Cortona, su base documentaria, i frammenti superstiti della cappella; Lusini, nel 1939, pubblicò anche l’immagine di questo pannello con il simbolo dell’evangelista Matteo. La critica moderna ha successivamente ripreso e precisato tali indicazioni, sottolineando la stretta dipendenza di Urbano dal linguaggio di Donatello e, in particolare, dall’altare del Santo a Padova, eseguito pochi anni prima con la collaborazione dello stesso Urbano. Giancarlo Gentilini ha evidenziato nei rilievi della cappella alcuni caratteri ricorrenti della maniera dello scultore, come i volti dagli occhi ravvicinati, i capelli mossi in onde regolari, le aureole poggiate sul fondo come dischi e i panneggi articolati in pieghe diritte e taglienti. Sulla base della documentazione disponibile, lo studioso colloca l’esecuzione dei rilievi della cappella negli anni conclusivi della commissione, tra il 1457 e il 1459.

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