Vergine annunciata

Autore:Gano di Fazio
Oggetto:Statua
Materia e tecnica:marmo scolpito
Data:sec. XIV (1315-1325)
Misure:162 cm (altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Galleria delle Statue
Provenienze:cattedrale di S. Maria Assunta, sommita del timpano di uno dei due portali minori della facciata
Cattedrale di S. Maria Assunta, Cappella del Voto

Descrizione


Effigie eretta della Vergine, elegante e sinuosa, vestita di un abito lungo e di un manto che la fascia dalla testa ai piedi ornato da delicati fiorellini; il volto è inclinato verso sinistra. Indossa sandali sottili, tiene un libro chiuso nella mano sinistra appoggiato sul fianco, porta la destra al seno.

Notizie storico-critiche


La Keller riteneva la vergine una copia d'età modena. La Middeldorf Kosegarten (1984) ipotizza che questa Annunciata, insieme all’angelo la cui testa dovrebbe essere quella conservata nello stesso Museo, sia stata creata insieme al gruppo di statue di apostoli per la navata del duomo; non è da escludere, per la studiosa, che questa coppia fosse collocata sotto l’esagono della cupola dalla parte dell’altar maggiore. La studiosa rintraccia il precedente per questa statua nell’annunciazione creata da Nicola Pisano per il pulpito (1268), che si richiama a modelli francesi pur modificandoli. Solo in seguito il gruppo sarebbe stato dislocato sopra le lunette dei portali minori della facciata. Roberto Bartalini (1987) condivide le osservazioni della Kosegarten pur affermando che la statua deve essere stata eseguita già in origine per sormontare il portale destro del duomo; riconosce inoltre un sostanziale allineamento con la nuova pittura di Simone Martini su un sostrato derivante dall’arte di Gano di Fazio. Enzo Carli (1979) riferisce l’opera ad uno scultore della cerchia di Giovanni d’Agostino e la associa all’angelo con un’ala bronzea che si conserva nel medesimo museo; lo stesso (1989) ha in seguito accolto le ipotesi della Kosegarten; ricorda inoltre che la statua fu collocata ai primi del XX sec. sul frontone centrale della facciata, da cui in tempi recenti è stata rimossa e sostituita da una copia.

Torna in alto