San Vittore

Autore:Gano di Fazio
Oggetto:Statua
Materia e tecnica:marmo scolpito
Data:sec. XIV (1300-1325)
Misure:170 cm (altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Atrio
Provenienza:cattedrale di S. Maria Assunta, facciata, ordine superiore ai portali

Descrizione


Effigie di giovane santo in posa eretta, priva dei piedi e dell’avambraccio sinistro, con abito cinto in vita e ricadente in morbide pieghe, mantello appuntato sul petto da un nodo. La mano destra è portata al petto, mentre il braccio sinistro è mutilo all'altezza dell'avambraccio. Il panneggio della tunica ricade in lunghe pieghe verticali, mentre il mantello si dispone diagonalmente sul busto. Il volto, incorniciato da una corta capigliatura ondulata, presenta lineamenti delicati e un'espressione assorta. Sono visibili estese abrasioni, lacune e consunzioni della superficie marmorea.

Notizie storico-critiche


La critica più remota oscillava fra una datazione all’inizio del ‘300 (Justi, Venturi, Keller) e la fine del secolo (Richter, Lusini, Toesca). In particolare Keller riferiva l’opera ad un giovanissimo Tino di Camaino, poco prima del suo trasferimento a Pisa. Carli (1967, 1979, 1980, 1984) tendeva a datare la statua verso il 1320-30, dichiarandola appartenente ad uno scolaro senese di Giovanni e, più esattamente, ad un artista dell’atelier di Agostino di Giovanni e Giovanni d’Agostino. La Kosegarten (1966 e 1984) anticipa, su base stilistica, la datazione al 1300 circa, anche perché questa statua era collocata appena sopra il livello dell’intervento di Giovanni sulla facciata, dunque deve essere in prossimità cronologica con il suo soggiorno senese. Anche Carli (1989) si è ricreduto e ha accolto la datazione proposta dalla Kosegarten; invece Bagnoli (1987) istituisce confronti con opere risalenti agli anni venti del ‘300 - il san Tommaso ligneo della Pinacoteca (1323 ca.), la testa d’angelo del Museo dell’Opera, la corrispondente Annunciata e la testa d’angelo dell’Opera (dono Lancoronski) - accomunati dalla raffinata esecuzione e dalla dolce espressione imbambolata. Sostiene inoltre che l’autore del san Vittore partecipa della corrente antigiovannea inaugurata da Gano di Fazio, aggiornandosi inoltre sulle delicate cadenze gotiche di Simone Martini.

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