Inv. OA-4797
Leone
| Autore: | Giovanni Pisano |
|---|---|
| Oggetto: | Statua |
| Materia e tecnica: | marmo |
| Data: | XIII (1285-1297) |
| Misure: | 120 cm (altezza) |
| Collocazione: | Museo dell'Opera, Sala delle Colonne |
| Provenienza: | cattedrale di S. Maria Assunta, portale centrale (fino al 1967) |
Descrizione
Statua in marmo raffigurante un leone accovacciato sulle zampe posteriori. La zampa anteriore destra è sollevata e flessa, mentre la sinistra è distesa in avanti e poggia sulla base; il capo è ruotato verso sinistra, nella stessa direzione della zampa sollevata. Il muso, leggermente abbassato, presenta fauci dischiuse e lineamenti fortemente marcati. La folta criniera avvolge il capo e il collo ed è resa mediante lunghe ciocche ondulate, sovrapposte e profondamente incise. Il trattamento vigoroso della criniera contrasta con le superfici più compatte del corpo e accentua la tensione e la vitalità della figura.
Notizie storico-critiche
La scultura apparteneva alla coppia di leoni originariamente collocata sulle colonne del portale centrale della Cattedrale di Siena, dove rimase fino al 1967. In quell'anno i due originali furono rimossi dalla facciata e trasferiti nella cosiddetta Cripta delle Statue; dagli anni Novanta del Novecento l'opera è esposta nel Museo dell'Opera Metropolitana, nella Sala degli Apostoli, dove è attualmente conservata.
I due leoni appartengono alla serie di figure zoomorfe che completavano la decorazione dei portali del primo ordine della facciata, comprendente anche un grifone, due cavalli e un toro. Per concezione ed esecuzione il complesso è riferito a Giovanni Pisano e al progetto elaborato dall'artista durante la sua attività di capomastro dell'Opera del Duomo nell'ultimo quarto del XIII secolo. Le sculture partecipano alla stretta integrazione tra architettura e decorazione plastica che caratterizza la parte inferiore della facciata progettata da Giovanni.
Il leone OA-4798 trova diretto riscontro nel pendant OA-4798, con il quale condivide l'impostazione della figura e, in particolare, il trattamento della criniera, costruita attraverso lunghe ciocche ondulate e profondamente incise. La diversa disposizione delle zampe e l'orientamento del capo stabilivano una relazione speculare tra i due animali ai lati del portale centrale.
