Sibilla

Autore:Giovanni Pisano
Oggetto:Statua
Materia e tecnica:marmo della Montagnola senese
Data:sec. XIII (1284-1297)
Misure:58 x 27 × 183 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Galleria delle Statue
Provenienza:cattedrale di S. Maria Assunta, facciata/primo ordine/terza statua da sinistra (fino al 1940 ca.)

Descrizione


Si tratta di una scultura a figura intera, più grande del naturale. La donna, completamente avvolta in un mantello e con la testa coperta da un velo, si volge verso sinistra. Con la mano sinistra regge un cartiglio che si srotola verticalmente.

Notizie storico-critiche


Nel contesto del grandioso cantiere della facciata del Duomo di Siena, avviato tra il 1284 e il 1297 sotto la direzione di Giovanni Pisano, la figura della Sibilla occupa un ruolo di primaria importanza. Originariamente collocata nel primo ordine del prospetto (terza statua da sinistra), l’opera rappresenta uno dei vertici della scultura gotica europea. A causa del degrado superficiale subito in secoli di esposizione, l'originale è stato trasferito negli anni '60 presso il Museo dell’Opera della Metropolitana, lasciando in facciata una copia fedele. Dal punto di vista formale, la Sibilla segna il definitivo distacco di Giovanni Pisano dai modelli francesi delle "figure-colonna". Come notato dalla critica, la statua non è un accessorio dell'architettura, ma "possiede lo spazio" con una libertà di movimento senza precedenti. La figura è costruita su una potente torsione: se il panneggio pesante e profondo ancora la base al suolo, il torso e il capo si proiettano verso l'alto e verso il centro del sagrato con un dinamismo quasi irruente.
L'elemento più vibrante è il volto della profetessa. Giovanni la ritrae nel momento culminante del furor propheticus: la bocca è socchiusa, le narici sono dilatate e gli occhi sono rivolti al cielo in un'espressione di ansiosa ricerca. Tuttavia, questa tensione verso il divino è sapientemente calibrata per un dialogo con l'umano: la posizione della testa è studiata per intercettare lo sguardo del fedele che si accinge a varcare la soglia del Duomo. La Sibilla non è solo un personaggio di pietra, ma una sentinella che annuncia la verità rivelata. L'identità della figura è svelata dal cartiglio che regge tra le mani, dove si legge l'iscrizione: “EDUCABITUR DEUS ET HOMO” (Sarà generato Dio e Uomo). Questo vaticinio cristologico, tipico della tradizione sibillina medievale, inserisce la statua in un programma iconografico universale. Accanto ai profeti dell'Antico Testamento, la Sibilla rappresenta la voce del mondo pagano che, attraverso la "profezia naturale", attende e testimonia l'Incarnazione di Cristo. Questa scultura costituisce il precedente concettuale per il celebre ciclo delle Sibille nel pavimento marmoreo del XV secolo. Sebbene separate da due secoli, la Sibilla di Giovanni Pisano e quelle quattrocentesche condividono la stessa missione: dimostrare la convergenza di tutta la storia umana verso la salvezza cristiana, facendo della facciata e del pavimento un unico, coerente percorso sapienziale. La statua originariamente si collocava sul lato prospiciente il Palazzo della Provincia (prima statua da sinistra). Nel corso dell’Ottocento la statua ha subito uno spostamento documentabile: nella foto Lombardi (ca. 1875) il Simeone si trova al secondo ordine al posto dell’Evangelista Matteo accanto all’angelo suo simbolo, mentre in una precedente riproduzione fotografica (Lombardi 1850 ca.) il cambiamento non era ancora avvenuto, perché quella stessa nicchia del secondo ordine è occupata da un’altra statua. Il Simeone venne trasferito nel Museo negli anni ’40 (Carli, 1946). La statua che oggi vediamo in facciata, nella sua collocazione originaria, è una copia degli anni ’60. Giovanni Pisano realizza il Simeone, insieme alle altre statue che decorano il primo ordine della facciata del Duomo, durante la sua carica di capomastro dell’Opera che lo impegnò a Siena nell’ultimo quarto del XIII secolo. L’artista abbandonò improvvisamente il cantiere senese per tornare a Pisa, lasciando incompiuto il lavoro: la critica è concorde ad attribuire al suo progetto la parte inferiore della facciata con i tre portali e il corredo di statue che li abbelliscono.

Iscrizione


EDUCABITU(R) - DE(US) - ET - HO(MO)

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