Inv. OA-4696
Maria, sorella di Mosè e Aronne, profetessa
| Autore: | Giovanni Pisano |
|---|---|
| Oggetto: | Statua |
| Materia e tecnica: | marmo della Montagnola senese |
| Data: | sec. XIII (1285-1297) |
| Collocazione: | Museo dell'Opera, Galleria delle Statue |
| Provenienza: | cattedrale di S. Maria Assunta, olimascolo destro/primo ordine/lato palazzo Provincia/statua posta al centro (fino al 1940 ca.) |
Descrizione
Statua in marmo raffigurante una figura femminile stante, con il corpo frontale e il capo rivolto verso sinistra. Indossa una lunga veste stretta in vita e un ampio mantello che avvolge le spalle e ricade in profonde pieghe; il capo è coperto da un velo. I bordi delle vesti presentano una minuta decorazione. La figura tiene con entrambe le mani un ampio cartiglio iscritto, disposto trasversalmente davanti al corpo. Il volto presenta lineamenti marcati e severi. Il panneggio è ampio e articolato in profonde ricadute.
Notizie storico-critiche
La statua di Maria, o Miriam, sorella di Mosè, appartiene al complesso scultoreo realizzato da Giovanni Pisano per la facciata della Cattedrale di Siena durante la sua attività di capomastro dell'Opera del Duomo. Nel 1284 il Comune di Siena concesse all'artista la cittadinanza senese e particolari privilegi, provvedimento da mettere in relazione con l'importanza dell'incarico affidatogli per la costruzione e la decorazione della nuova facciata. Giovanni vi elaborò un programma scultoreo innovativo, nel quale le grandi figure, disposte sui marcapiani e sulle mensole del prospetto e dei suoi risvolti, acquistano una forte autonomia plastica rispetto all'architettura.
Il complesso risponde a un preciso programma dottrinario incentrato sulla Vergine, patrona e protettrice di Siena, della quale profeti e re dell'Antico Testamento, filosofi dell'antichità e la Sibilla proclamano, attraverso le iscrizioni dei loro cartigli, la natura soprannaturale. In questo contesto si inserisce Maria, o Miriam, sorella di Mosè e Aronne, alla quale la tradizione riconosce il dono della profezia. La figura tiene davanti al corpo un ampio cartiglio iscritto, attraverso il quale partecipa al sistema di annunci profetici che caratterizza il programma della facciata.
La statua si distingue dalle altre figure del ciclo per lo slancio della struttura e la fluidità del panneggio. Il movimento ascendente e avvolgente delle vesti, accompagnato dall'andamento obliquo del cartiglio e del velo, culmina nella decisa rotazione del capo, conferendo alla figura una particolare leggerezza e intensità espressiva. Questi caratteri sono stati riconosciuti come una delle più compiute manifestazioni del linearismo gotico nell'opera senese di Giovanni Pisano. La scultura è stata inoltre considerata tra le realizzazioni più tarde del complesso, probabilmente eseguita poco prima dell'abbandono del cantiere da parte dell'artista nel 1297.
Originariamente Maria era collocata sul lato della facciata rivolto verso il Palazzo della Provincia, nella nicchia centrale, dove è tuttora leggibile il nome inciso che ne identifica la figura. L'originale fu rimosso negli anni della Seconda guerra mondiale, nell'ambito delle misure adottate per la protezione e la messa in sicurezza delle opere d'arte dal rischio dei bombardamenti, e trasferito al Museo dell'Opera, dove la sua presenza è documentata da Carli nel 1946. Nella nicchia originaria fu successivamente collocata una copia, eseguita negli anni Sessanta del Novecento, mentre la statua di Giovanni Pisano è oggi conservata nel Museo dell'Opera Metropolitana.
Iscrizione
(HIC) PUER CELUM / ET TERRA(M) FIRMAVIT
