Aristotele

Autore:Giovanni Pisano
Oggetto:Statua
Materia e tecnica:marmo della Montagnola senese
Data:sec. XIII (1285-1297)
Collocazione:Museo dell'Opera, Galleria delle Statue
Provenienza:cattedrale di S. Maria Assunta, olimascolo destro/primo ordine/lato palazzo della Provincia/ultima statua da sinistra (fino al 1875 ante)

Descrizione


tatua a tutto tondo raffigurante una figura maschile stante, impostata frontalmente e avvolta in un'ampia veste coperta da un mantello, il cui panneggio si dispone in pieghe profonde e articolate lungo il corpo. Le braccia, flesse anteriormente, sostengono un ampio cartiglio iscritto che attraversa trasversalmente la figura all'altezza del bacino. La parte inferiore della veste ricade fino alla base lasciando emergere i piedi. La testa, frutto di un'integrazione successiva del corpo medievale, è caratterizzata da folta capigliatura ondulata e lunga barba suddivisa in ciocche. La statua presenta lacune e mutilazioni, particolarmente evidenti in corrispondenza delle estremità e del cartiglio, oltre a diffuse abrasioni e alterazioni della superficie lapidea.

Notizie storico-critiche


La statua di Aristotele appartiene al vasto complesso scultoreo concepito e realizzato da Giovanni Pisano per il primo ordine della facciata occidentale della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Siena, durante il periodo in cui lo scultore ricoprì l'incarico di capomastro dell'Opera del Duomo, nell'ultimo quarto del XIII secolo. L'esecuzione del programma scultoreo della facciata è generalmente collocata a partire dal 1285 circa e proseguì fino all'abbandono del cantiere senese da parte dell'artista, rientrato a Pisa probabilmente a seguito di dissensi con l'amministrazione dell'Opera. Il progetto rimase incompiuto; la critica è tuttavia concorde nel ricondurre a Giovanni Pisano l'ideazione della parte inferiore della facciata, articolata nei tre portali e nel ricco corredo statuario destinato a integrarne l'architettura.
Aristotele era originariamente collocato sul lato destro della Cattedrale, rivolto verso l'attuale Palazzo della Prefettura, nell'ultima nicchia del pilone angolare della facciata. La statua originale subì nel corso del XVII secolo un intervento che comportò il rifacimento della testa.
Il complesso figurativo ideato da Giovanni Pisano comprende profeti, patriarchi, sibille e filosofi dell'Antichità, concepiti non come presenze isolate, ma quali componenti di un articolato programma teologico incentrato sull'attesa e sull'annuncio dell'Incarnazione. In tale contesto Aristotele, analogamente a Platone, assume il valore di testimonium pagano: la sapienza filosofica antica viene reinterpretata dalla cultura cristiana medievale come inconsapevole anticipazione della verità rivelata. Tale significato è esplicitato dal cartiglio sostenuto dalla figura, il cui testo richiama la natura eterna e divina del Verbo.
Dal punto di vista stilistico, la monumentalità della figura, l'ampia costruzione del panneggio e la vigorosa caratterizzazione plastica del volto, della barba e della capigliatura si inseriscono pienamente nel linguaggio elaborato da Giovanni Pisano per il cantiere senese, pur dovendosi tenere conto, nella valutazione della fisionomia attuale, del rifacimento seicentesco della testa.
La rimozione dell'originale dalla facciata dovette avvenire entro la seconda metà del XIX secolo: nella fotografia Lombardi databile al 1875 circa la statua risulta infatti già assente dalla sua collocazione originaria, mentre nell'Inventario degli oggetti d'arte esistenti nelle Gallerie dell'Opera Metropolitana di Siena del 1883 Aristotele risulta già conservato nelle raccolte dell'Opera. La presenza della statua nel Museo è pertanto documentata almeno dal 1883. Nel luglio 1907 lo scultore senese Fulvio Corsini eseguì in marmo una copia destinata a reintegrare il complesso della facciata. Tale replica, che costituisce una riproduzione parziale dell'originale, è quella tuttora collocata nell'ultima nicchia del pilone angolare destro della facciata del Duomo. L'originale di Giovanni Pisano, con la testa rifatta nel XVII secolo, è attualmente esposto nella Galleria delle Statue del Museo dell'Opera della Metropolitana.

Iscrizione


INDEFEXA NATURA DEI NATIVITAT<I>S / N[ON] HABENS PRI[N]CIPIU[M] ET EX[EMPL]A VERO / POTENTISSIMU[M] SUBSTANTIATU[M] VER[BUM]

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