Inv. OA-4742
Il Profeta Abacuc con cartiglio
| Autore: | Giovanni Pisano |
|---|---|
| Oggetto: | Statua |
| Materia e tecnica: | marmo della Montagnola senese |
| Data: | sec. XIII (1285-1297) |
| Collocazione: | Museo dell'Opera, Galleria delle Statue |
| Provenienza: | cattedrale di S. Maria Assunta, facciata/primo ordine/prima statua da destra (fino al 1960 ca.) |
Descrizione
Statua monumentale a tutto tondo in marmo raffigurante il profeta Abacuc, originariamente appartenente al complesso scultoreo della facciata occidentale della Cattedrale di Santa Maria Assunta. La figura, stante, è avvolta in una lunga veste e in un ampio mantello che ricade lungo il fianco sinistro. Il capo, cinto da un copricapo a corona, è leggermente ruotato e inclinato lateralmente. Il braccio destro è abbassato, con la mano aperta in atteggiamento gestuale; con il braccio sinistro sostiene un ampio cartiglio svolto verticalmente davanti al corpo, sul quale indica con l'indice una profezia incisa disposta su più righe. La figura poggia su una base irregolare solidale con la scultura.
Notizie storico-critiche
a statua di Abacuc appartiene al complesso delle quattordici figure monumentali eseguite da Giovanni Pisano per la decorazione della facciata della Cattedrale di Siena durante il periodo in cui lo scultore fu attivo come capomastro dell'Opera, tra il 1284-1285 e il 1296-1297. Il ciclo comprende personaggi dell'Antica Alleanza e dell'Antichità pagana, accomunati dalla funzione di annunciare o prefigurare l'Incarnazione. Le statue erano concepite in stretto rapporto con l'architettura della facciata e come protagoniste di un dialogo affidato agli atteggiamenti, agli sguardi e alle iscrizioni dei cartigli.
Abacuc reca sul cartiglio il passo «Super custodiam meam stabo» (Ab 2,1). La figura è caratterizzata dalla monumentalità dell'impianto, dalla forte individualizzazione fisionomica e dalla relazione dinamica fra gesto e parola: l'indice della mano sinistra richiama esplicitamente l'attenzione dello spettatore sul testo profetico. L'ampia superficie del mantello e la disposizione verticale del cartiglio contribuiscono alla costruzione della massa plastica, mentre l'orientamento del capo stabiliva originariamente una relazione visiva con le altre figure del programma.
Secondo la ricostruzione della disposizione originaria riportata dall'Enciclopedia dell'Arte Medievale, Abacuc apparteneva al gruppo disposto verso il settore meridionale della facciata, in relazione con Gesù di Sirac; sotto la coppia era collocata una figura di cavallo, interpretata nell'ambito del programma simbolico della facciata.
Dalla seconda metà del XIX secolo le statue originali di Giovanni Pisano furono progressivamente rimosse dalla facciata per preservarle dal deterioramento dovuto all'esposizione atmosferica e trasferite nel Museo dell'Opera della Metropolitana, venendo sostituite all'esterno da copie.
Iscrizione
SUP[ER] / CUSTODIA[M] / MEAM / STABO
