Il profeta Balaam con cartiglio

Autore:Giovanni Pisano
Oggetto:Statua
Materia e tecnica:marmo della Montagnola senese
Data:sec. XIII (1285-1297)
Collocazione:Museo dell'Opera, Galleria delle Statue
Provenienza:cattedrale di S. Maria Assunta, olimascolo sinistro/primo ordine/lato palazzo Arcivescovile/ultima statua da sinistra (fino al 1960 ca.)

Descrizione


Statua monumentale a tutto tondo in marmo, raffigurante Balaam, originariamente appartenente al complesso scultoreo della facciata occidentale della Cattedrale di Santa Maria Assunta. La figura è rappresentata stante, avvolta in una lunga veste e in un ampio mantello disposto trasversalmente sul busto. Il corpo è animato dalla marcata rotazione del capo verso la propria destra e dal gesto delle braccia, sollevate a sostenere davanti al petto un ampio cartiglio spiegato recante un'iscrizione incisa. La figura poggia su una base irregolare solidale alla scultura. La superficie marmorea presenta diffuse abrasioni, erosioni e lacune, particolarmente evidenti nelle parti maggiormente aggettanti.

Notizie storico-critiche


La statua di Balaam appartiene al complesso monumentale di figure realizzato da Giovanni Pisano per la facciata della Cattedrale di Siena durante il periodo della sua attività quale capomastro dell'Opera, documentata tra il 1284 e il 1297. Il programma comprendeva quattordici statue monumentali raffiguranti personaggi dell'Antica Alleanza e dell'Antichità pagana, accomunati dalla funzione profetica di annunciare l'Incarnazione e la venuta del Messia.
Balaam, personaggio veterotestamentario narrato nel libro dei Numeri, è inserito nel ciclo in virtù della profezia pronunciata su Israele, esplicitata dall'iscrizione del cartiglio «Orietur stella ex Jacob». L'immagine della stella nascente da Giacobbe fu interpretata dalla tradizione cristiana come prefigurazione della venuta di Cristo. La figura partecipa così al complesso sistema di corrispondenze fra le statue della facciata, concepite non come immagini isolate ma come protagoniste di un dialogo visivo e verbale, espresso attraverso atteggiamenti, direzioni degli sguardi e testi profetici.
La scultura presenta i caratteri propri della fase senese di Giovanni Pisano: forte individualizzazione fisionomica, accentuata rotazione del capo, profondo intaglio della capigliatura e della barba e costruzione dinamica del panneggio. L'originaria posizione elevata sulla facciata spiega l'accentuazione dei volumi e dei tratti espressivi, destinati a essere percepiti a distanza e dal basso. Le statue originali furono progressivamente rimosse dalla facciata tra XIX e XX secolo per sottrarle al deterioramento atmosferico e sostituite con copie; gli originali sono oggi conservati nel Museo dell'Opera.

Iscrizione


ORIET[UR] ST/ELLA E[X] JACOB

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