Inv. OA-4720
Il profeta Isaia con cartiglio
| Autore: | Giovanni Pisano |
|---|---|
| Oggetto: | Statua |
| Materia e tecnica: | marmo della Montagnola senese |
| Data: | sec. XIII (1285-1297) |
| Collocazione: | Museo dell'Opera, Galleria delle Statue |
| Provenienza: | cattedrale di S. Maria Assunta, olimascolo sinistro/primo ordine/lato palazzo arcivescovile/seconda statua da sinistra (fino al 1960 ca.) |
Descrizione
Statua a tutto tondo in marmo raffigurante il profeta Isaia, originariamente appartenente al complesso scultoreo della facciata occidentale della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Siena. La figura, stante e pressoché frontale, è impostata secondo una marcata rotazione del capo verso la propria destra. Indossa una lunga veste coperta da un ampio mantello fermato sul petto da una fibbia ovale, i cui lembi ricadono lateralmente formando profonde pieghe. Il profeta sostiene davanti al busto una grande tavola iscritta; con la mano sinistra trattiene inoltre un cartiglio arrotolato. La superficie presenta diffuse abrasioni, lacune e consunzioni, particolarmente evidenti nelle parti maggiormente aggettanti.
Notizie storico-critiche
La statua dell'Isaia appartiene al vasto programma di decorazione scultorea predisposto da Giovanni Pisano per la facciata occidentale della Cattedrale di Siena durante il periodo in cui l'artista ricoprì l'incarico di capomastro dell'Opera del Duomo. Il complesso, realizzato nell'ultimo quarto del XIII secolo, comprendeva figure monumentali di profeti, patriarchi, filosofi e personaggi dell'Antichità, concepite in stretto rapporto con l'architettura e inserite in un articolato programma dedicato alla profezia e alla prefigurazione dell'Incarnazione.
L'Isaia presenta caratteri pienamente riconducibili al linguaggio maturo di Giovanni Pisano: la forte individualizzazione fisionomica, il movimento impresso alla figura mediante la torsione del capo, l'incisività del trattamento della barba e della capigliatura e la costruzione dinamica del panneggio superano la compostezza della tradizione scultorea precedente e conferiscono al personaggio una forte presenza fisica ed emotiva. Particolarmente significativa è la testa, costruita attraverso profonde incisioni e masse fortemente chiaroscurate, destinate a mantenere la propria efficacia anche nell'originaria collocazione elevata sulla facciata.
La scultura non deve pertanto essere considerata come opera isolata, ma come elemento di un sistema figurativo unitario progettato in relazione alla facciata della Cattedrale. Per ragioni conservative le statue originali furono successivamente rimosse dall'esterno e ricoverate nel Museo dell'Opera, mentre sulla facciata sono oggi presenti sostituzioni.La statua originariamente si collocava sul lato sinistro del Duomo, dalla parte prospiciente il Palazzo Arcivescovile.
La statua che oggi vediamo in loco è una copia risalente agli anni ’60 del'900.
Iscrizione
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