San Giovanni Battista – Testata di cataletto

Soggetto:San Giovanni Battista
Autore:Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma
Oggetto:dipinto
Materia e tecnica:olio su tavola
Data:sec. XVI (1526-1527)
Misure:47 × 67,5 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Sala Madonna Occhi Grossi
Provenienza:Chiesa della compagnia di S. Giovanni della morte, Dopo l'uscita nel 1785 ca. è passata nell'oratorio dei Santi Giovanni e Gennaro. (1527 – 1785 ca.)
Committenza:Compagnia di San Giovanni Battista della Morte (ante 11 gennaio 1526)

Descrizione


La figura di San Giovanni Battista esibisce i caratteri e gli attributi iconografici tradizionali, compresi la veste da eremita e il sacro vessillo, la croce astile dotata del cartiglio con la scritta “Ecce Angnus Dei”.La scelta del formato a mezzo busto, collocato all’interno di uno spazio occupato completamente e saturato dalla figura, amplifica la carica intensamente espressiva dell’opera, alla quale l’Agostinelli Tozzi nel 1951 attribuì una qualità piuttosto modesta, rispetto ai pannelli con la Madonna e San Bernardino, mentre il Carli nel 1979 rese giustizia all’opera accomunandola agli altri elementi in un giudizio di qualità piuttosto alta.Notevole la carica trasmessa dallo sguardo tristemente penetrante del protagonista, accentuato dal garbo dei chiaroscuri e dal classico gesto della mano indicante il vessillo che, però, in questa fattispecie esalta il contrasto tra l’incidenza intensa della luce, proveniente da sinistra e che si diffonde sull’avambraccio destro, e la tenebra che progressivamente invade il lato destro della composizione, con soluzioni chiaroscurali molto intense.L’Huym notò le notevoli tonalità bronzate nel trattamento della pelle d’animale che riveste il corpo del santo, in un singolare scelta cromatica di particolare ricchezza e che lo studioso accomunò all’arte veneta, secondo un scelta coloristica che generalmente conduce ad effetti incisivi di ardore e pienezza. Notevole il dettaglio del manto purpureo che si accende di un chiarore lampeggiante nella parte bassa.Unanime la critica (Carli, 1979, p. 59; Bartalini, 1996, p. 13) nel riconoscere all’opera i tratti di un deciso afflato raffaellesco palese nella resa delicatamente sentimentale, sebbene il disegno risulti più incisivo e animato da vigorosi accenti chiaroscurali che preannunciano i caratteri delle opere più tarde dell’artista.

Notizie storico-critiche


Il dipinto fa parte della serie di quattro testate di cataletto eseguite da Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, tra il 1526 e il 1527, per la Compagnia di San Giovanni Battista della Morte di Siena. Le tavole, originariamente destinate a ornare il cataletto utilizzato dalla confraternita nelle cerimonie funebri, raffigurano soggetti legati alla Passione di Cristo e alla devozione confraternale. La figura del Battista, titolare della compagnia, si distingue per l'intensa caratterizzazione fisionomica e per il gesto con cui richiama l'attenzione sul cartiglio evangelico. L'impostazione monumentale della figura, emergente dal fondo scuro, e la morbidezza del modellato sono riconducibili alla produzione matura dell'artista.

Torna in alto