Maestà - Pentecoste

Soggetto:Pentecoste - La discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e Maria
Autore:Duccio di Buoninsegna
Oggetto:scomparto di polittico dipinto
Materia e tecnica:tempera e oro su tavola
Data:sec. XIV (1308-1311)
Misure:54,4 × 40 cm (larghezza × altezza)
Collocazione:Museo dell'Opera, Sala di Duccio
Provenienza:Cattedrale di S. Maria Assunta, Altare maggiore (fino al 1506); altare san Sebastiano (al 1536); cappella di sant'Ansano e di san Vittore (dal 1771) (1311 – 1878)
Committenza:Opera del Duomo, operaio Jacopo del fu Gilberto Mariscotti (1308)

Descrizione


Al centro della composizione siede la Vergine Maria, che funge da perno visivo e spirituale dell'intera scena. Immediatamente alla sua sinistra, dal nostro punto di vista, si trova San Pietro, che Duccio sceglie di ritrarre con i suoi tratti più iconici, ovvero la barba corta e bianca unita a una capigliatura grigia e mossa. Pietro appare in un atteggiamento di umile ascolto, con le mani libere da oggetti e lo sguardo profondamente concentrato sull'evento miracoloso che sta avvenendo. Dalla parte opposta, alla destra della Madonna, siede invece San Giovanni Evangelista. Essendo il più giovane tra gli apostoli, si distingue nettamente per il volto privo di barba e le fattezze più delicate e giovanili. La sua posizione accanto a Maria richiama il legame speciale che li unisce fin dal momento della Crocifissione, rappresentando la continuità dell'affetto e della cura reciproca all'interno della nascente comunità cristiana.
Mentre questi due apostoli restano vicini alla Vergine in un silenzio quasi contemplativo, le figure che occupano i lati più esterni della stanza tengono tra le mani i rotoli ed il libro rosso. Questi oggetti servono a simboleggiare che la missione della Chiesa è appena iniziata, trasformando quel gruppo di uomini riuniti nel cenacolo nei messaggeri pronti a portare la parola scritta e parlata verso il mondo esterno, guidati dai raggi rossi dello Spirito Santo che scendono dal soffitto della stanza.

Notizie storico-critiche


La Maestà di Duccio di Buoninsegna fu eseguita per l'altare maggiore del Duomo di Siena tra il 1308 e il 1311. Si trattava di una grandiosa pala d’altare dipinta su entrambi i lati, completata da una predella nella parte inferiore e da un coronamento in quella superiore, il tutto sormontato da cuspidi che raffiguravano angeli a mezzo busto. Antichi documenti d’archivio e una tavoletta dipinta del 1483 rivelano che l’opera non era solo un dipinto, ma un vero apparato scenografico: sulla struttura era montato un complesso meccanismo in ferro e legno con tendaggi e angeli mobili che scendevano verso il sacerdote per porgergli l'ostia, il calice e il corporale durante la liturgia. La solennità dell'opera è testimoniata dalle cronache dell'epoca, che raccontano come il 9 giugno 1311 la tavola venne accompagnata in Duomo da una processione trionfale che coinvolse l'intera cittadinanza. Nonostante la sua importanza, la fortuna critica della Maestà ha subito lunghe pause. Dopo le menzioni del Vasari, l'opera cadde nel silenzio fino alla fine del Settecento, per poi essere riscoperta e studiata sistematicamente solo a partire dalla fine dell'Ottocento, quando fu trasferita nel Museo dell'Opera del Duomo. Questo capolavoro ha vissuto un percorso conservativo tormentato: nel 1506 fu spostata dal suo altare originario per far posto al ciborio del Vecchietta e, nel 1771, subì il danno peggiore quando venne smembrata e segata in due parti. In quell'occasione, la facciata anteriore e quella posteriore furono separate e collocate in cappelle differenti, mentre i pannelli minori della predella e del coronamento finirono in sacrestia, andando in parte dispersi. Nella sua collocazione originale la Maestà era isolata e visibile da ogni lato. Il fronte principale accoglieva i fedeli con la Madonna in trono e il Bambino circondati da una corte di santi e angeli, mentre il lato posteriore, rivolto verso il coro, narrava in ventisei scene le storie della Passione di Cristo. Per queste raffigurazioni Duccio attinse ai Vangeli canonici, inserendo però l'episodio della Discesa al Limbo tratto dai testi apocrifi. Il complesso sistema narrativo si completava con le storie dell'infanzia di Gesù e della sua vita pubblica nelle predelle, mentre i coronamenti illustravano la morte della Vergine sul lato anteriore e gli episodi successivi alla Resurrezione su quello posteriore. Molti di questi pannelli sono oggi lontani da Siena, custoditi in prestigiosi musei internazionali come la National Gallery di Londra o la National Gallery of Art di Washington, testimoni frammentari dell'immensa ricchezza dell'ancona originaria.

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